Domenica, 26 Settembre, 2021

Il Vaticano contro il ddl Zan

Paul Richard Gallagher Paul Richard Gallagher
Evangelisti Maggiorino | 22 Giugno, 2021, 14:37

Per mesi, infatti, quanti dentro e fuori le istituzioni si sono spesi con coraggio per fermare la legge arcobaleno hanno sperimentato un senso quasi di isolamento da parte dei vertici della Chiesa; certo, svariati vescovi hanno speso parole molto chiare sulle insidie del ddl Zan, ma un esplicito sostegno da parte dello Stato del Vaticano, ecco, quello mancava.

Una richiesta motivata dal fatto che la legge arcobaleno violerebbe il Concordato.

Per il leghista "la preoccupazione del papa deve essere stata particolarmente seria, visto che ha deciso di attivare una comunicazione ufficiale anzichè servirsi dei canali diplomatici riservati".

L'iniziativa è stata presa dal segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, che il 17 giugno ha consegnato una nota all'ambasciata italiana. Poi non avevamo concordato amici del Vaticano che ci dovevate le tasse arretrate sugli immobili.

In particolare, la nota verbale sottolinea che alcuni punti del ddl Zan "riducono la libertà garantita alla Chiesa cattolica dall'articolo 2, commi 1 e 3 dell'accordo di revisione del Concordato" del 1984. La notizia è clamorosa perché, almeno in forma pubblica, mai era accaduto che le gerarchie ecclesiastiche bussassero al portone della Farnesina per intervenire su un iter legislativo.

L'articolo 2, comma 1, menzionato dal presule inglese afferma: "La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione". "Chiediamo che siano accolte le nostre preoccupazioni", scrive in conclusione il rappresentante diplomatico della Santa Sede. L'articolo 4, secondo il Vaticano, compromette "la libertà di pensiero" dei cattolici. Al centro c'è soprattutto la libertà di educazione. "Siamo pronti a guardare i nodi giuridici ma sosteniamo l'impianto della legge che è una legge di civiltà".

"Noi sosteniamo la legge Zan e, naturalmente, siamo disponibili al dialogo - ha commentato il segretario del PD, Enrico Letta -".

Rimane contrario in modo pressoché unanime al ddl Zan, il centrodestra, anche nella sua componente governativa, a nome della quale ha parlato il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani.

"La posizione di Forza Italia è contro la legge Zan - ha proseguito l'esponente azzurro - ma non siamo una caserma e ci sarà qualcuno che può pensarla in maniera diversa". Tuttavia, se il governo - vero destinatario, giova ricordarlo, dell'intervento del Vaticano - dovesse decidere davvero quanto meno di disinteressarsi del destino parlamentare della legge contro l'omobistransfobia, essa verosimilmente sarebbe destinata nel giro di poco al naufragio; tanto più, come già si accennava, che nel corso di questi mesi si è parecchio arricchito e rafforzato il fronte dei suoi critici.

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