Domenica, 26 Settembre, 2021

G7, tassa minima globale al 15% per le multinazionali. Draghi: "Passo storico"

Londra - G7: accordo storico sulla tassazione globale sulle grandi aziende ei colossi del digitale G7, l'obiettivo è una tassa minima sulle multinazionali al 15%
Evangelisti Maggiorino | 06 Giugno, 2021, 07:07

L'accordo raggiunto al G7 non è definitivo: ora ci sarà bisogno di una intesa a livello dell'Ocse, che raduna 139 Paesi, che dovrà poi essere sancita in sede di G20, di cui l'Italia ha la presidenza quest'anno.

Accordo "sul principio di una aliquota globale minima del 15% per la tassazione delle grandi imprese, applicata Paese per Paese", ha scritto su Twitter il Tesoro britannico, parlando "una stretta sull'elusione fiscale" che farà pagare "la giusta quota" alle multinazionali di Big Tech.

"Ci impegniamo a raggiungere una soluzione equa sull'assegnazione dei diritti di imposizione, con l'assegnazione ai Paesi in cui avvengono le transazioni di diritti di tassazione su almeno il 20 per cento degli utili superiori a un margine del 10 per cento per le imprese multinazionali più grandi e redditizie", si legge nel testo dell'accordo. Il ministro dell'Economia, Daniele Franco: "Proposta sarà discussa al G20". "È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini", commenta il premier Mario Draghi. "Senza il ruolo di Janet Yellen - ha continuato - e le sue decisioni delle settimane scorse e il suo contributi in questi due giorni sarebbe stato molto difficile avere questo rilancio multilaterale che è il senso di questo G7".

Per il commissario Ue i risultati sono stai possibili non solo grazie al clima di ottimismo ma anche al cambio di governo negli Usa.

"Dopo anni di discussioni, i ministri delle finanze del G7 hanno raggiunto un accordo storico per riformare il sistema fiscale globale per adattarlo all'era digitale globale", ha detto ai giornalisti. Il principio, per Gentiloni, è semplice: "Tra Paesi - ragiona a margine - non può esserci concorrenza sleale quindi ci vuole una tassazione minima di base per tutti". "Vogliamo che il processo di riforma della tassazione internazionale abbia successo" conclude Clegg che riconosce come questo "potrebbe significare che Facebook pagherebbe più tasse e in luoghi diversi". Dopo l'appello lanciato ieri al riguardo sul Guardian da tre dei ministri invitati (d'Italia, Francia e Germania) assieme al collega della Spagna, erano arrivate le dichiarazioni fiduciose su un'intesa anche da parte del padrone di casa, Rishi Sunak.

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