Giovedi, 17 Giugno, 2021

Tragedia Mottarone: freno manomesso per evitare disservizi. Tre persone fermate

Mottarone, fermati tre responsabili della funivia. Hanno ammesso di aver disattivato il freno - Video: il "Freno cabina manomesso per aggirare anomalia": tragedia Stresa-Mottarone, tre fermi. Hanno confessato/L'inchiesta
Acerboni Ferdinando | 27 Mag, 2021, 16:46

Luigi Nerini l'amministratore unico delle Ferrovie del Mottarone che gestisce l'impianto della funivia, Gabriele Tadini caposervizio responsabile dell'impianto ed Enrico Pericchio ingegnere e consulente esterno sono in stato di fermo con l'accusa di omicidio colposo plurimo, lesioni gravissime e omissioni di cautele.

La storia - con la foto della famiglia sorridente - è stata postata dopo la notizia dei tre fermi per l'incidente della funivia che ha causato la morte di 14 persone.

Fermati nella notte e interrogati per oltre 12 ore, il proprietario della società che gestisce l'impianto Luigi Nerini, il direttore e il capo operativo del servizio hanno ammesso di non aver attivato volontariamente il freno. Uno "sviluppo consequenziale, molto grave e inquietante, agli accertamenti che abbiamo svolto", ha aggiunto il procuratore uscendo dalla caserma dei carabinieri di Stresa, dove dal pomeriggio di ieri si sono svolti gli interrogatori.

Gabriele Tadini "ha ammesso di aver deliberatamente e ripetutamente inserito i dispositivi blocca freni (forchettoni) durante il normale servizio di trasporto passeggeri, in tal modo disattivando il sistema frenante di emergenza destinato a entrare in funzione ed arrestare la corsa della cabina della funivia in caso di pericolo ed in particolare di improvvisa rottura della fune trainante", si legge ancora uno dei passaggi del decreto di fermo.

E' stato trovato il secondo "forchettone" che, secondo quanto si apprende, bloccava il freno di emergenza della funivia del Mottarone.

Molte sono le testimonianze dei disservizi e problemi tecnici evidenziati nel tratto della funivia da parte di utenti che l'avevano usata nei giorni precedenti alla sciagura o di imprenditori che vivono nelle vicinanze dell'impianto di risalita.

Di fronte ai problemi riscontrati, infatti, si sarebbe deciso di continuare a mantenere in funzione la Stresa-Mottarone nonostante, spiega ancora Olimpia Bossi, gli interventi effettuati non fossero stati "risolutivi".

L'accelerazione nell'indagine arriva a 48 ore circa dal disastro. Un "gesto materialmente consapevole" secondo i pm, per "evitare disservizi e blocchi della funivia", che da quando aveva ripreso servizio, presentava "anomalie". Secondo la Procura di Verbania, domenica l'altra cabina non aveva il forchettone, "ma verificheremo se l'apposizione era stata fatta anche su quella. Nelle prossime ore cercheremo di verificare, con riscontri di carattere più specifico, quello che ci è stato riferito", conclude parlando di "un quadro fortemente indiziario" nei confronti dei fermati.

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