Giovedi, 17 Giugno, 2021

Mottarone, uno dei tecnici al pm: "Ci preoccupava il blocco della funivia"

Il piccolo Eitan sulla funivia l'ultima Tragedia Mottarone, non si esclude l'errore umano
Machelli Zaccheo | 27 Mag, 2021, 00:18

"L'impianto avrebbe dovuto restare fermo" ha dichiarato Olimpia Bossi, procuratrice incaricata del caso. Si tratta del proprietario della Ferrovie del Mottarone, l'ingegnere direttore del servizio e il capo operativo del servizio.

"Se fosse confermato, sarebbe una cosa di una gravità inaudita".

Dopo l'incidente di domenica mattina i cavi sono caduti anche vicino alla sua scuderia senza fare però grossi danni.

Nella notte erano state fermate ben tre persone per quanto concerne la strage di Stresa nella quale sono decedute 14 persone. Niente esclude che il secondo possa essersi sganciato durante la fase conclusiva dell'incidente. "Il sistema presentava delle anomalie e avrebbe avuto bisogno di un intervento più radicale con un blocco dell'impianto prolungato". Così, "nella convinzione che mai si sarebbe potuto verificare una rottura del cavo, si è corso il rischio che ha purtroppo poi determinato l'esito fatale", sottolinea il magistrato, che parla di "uno sviluppo consequenziale, molto grave e inquietante, agli accertamenti svolti".Le indagini non sono finite. La riapertura dopo mesi di blocco forzato e l'arrivo della bella stagione probabilmente, secondo gli inquirenti, avrebbero indotto i tre fermati ad adottare soluzioni alternative, atte a tamponare il problema.

Vigili del fuoco davanti alla cabina della funivia del Mottarone precipitata domenica 23 maggio 2021. Un confronto di oltre dodici ore con dipendenti e tecnici dell'impianto convocati nella caserma dell'Arma, a Stresa, dal pomeriggio di ieri. I tre devono rispondere di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose nei confronti di un bambino (unico sopravvissuto) rimasto gravemente ferito e di rimozione od omissione dolosa di cautele - punisce chi omette di collocare strumento destinati a prevenire infortuni - aggravata se dal fatto deriva un disastro, come in questo caso.

Il numero degli indagati sembra destinato a crescere a breve. I forchettoni servono per intervenire esclusivamente sui freni di emergenza: quelli 'normali', che servono a fermare la cabina quando arriva in stazione, si trovano sulle pulegge, quelle grandi ruote sulle quali scorre la fune traente che si trovano in tutte le stazioni di funivie, cabinovie o seggiovie.

"Si lo hanno ammesso", ha poi spiegato stamane il comandante provinciale dei carabinieri Alberto Cicognani a 'Buongiorno Regione' su RadioTre, rispondendo alla domanda se i fermati avessero ammesso le loro responsabilità. "Se sia una seconda anomalia o una coincidenza o sia collegato al malfunzionamento, che ha portato alla disabilitazione del freno". Sì, lo hanno ammesso - spiega -. "Per evitare ulteriori interruzioni del servizio, hanno scelto di lasciare il forchettone che impedisce al freno d'emergenza di entrare in funzione".

Altre Notizie