Domenica, 26 Settembre, 2021

Narcotizza una studentessa, ne abusa e poi la fotografa, 50enne arrestato

Narcotizza e violenta studentessa, in manette imprenditore Milano, violenza sessuale: arrestato imprenditore farmaceutico 50enne
Cacciopini Corbiniano | 23 Mag, 2021, 11:22

Ieri mattina, venerdì 21 maggio, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Monforte, a seguito di una indagine coordinata dal Dipartimento "Tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli" della Procura della Repubblica di Milano (procuratore aggiunto Letizia Mannella e Sostituto Procuratore Alessia Menegazzo), hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni personali aggravate emessa dal Gip del Tribunale di Milano nei confronti di un 50enne, di Milano, amministratore unico di una nota azienda farmaceutica del capoluogo. Nella circostanza, la ragazza aveva precisato di essersi risvegliata nella propria abitazione, ancora stordita e con addosso i vestiti indossati la sera precedente. Nei giorni successivi gli investigatori hanno perquisito la casa di Di Fazio e hanno trovato nascoste in una nicchia a scomparsa della cucina due confezioni di Bromazepam, un ansiolitico che contiene benzodiazepine. È ritenuto un violentatore seriale l'imprenditore farmaceutico arrestato con l'accusa di aver violentato una 21enne attirata con il pretesto di uno stage. Per questo sono in corso gli accertamenti per rintracciare altre donne che, in passato, potrebbero aver subito abusi sessuali da parte dell'indagato con lo stesso modus operandi. Dalle indagini sarebbero emersi almeno altri quattro casi di violenza ai danni di diverse donne. Si sarebbe spacciato perfino per "Alto commissario per l'emergenza Covid", dicendo di avere fatto una fornitura per la Regione. In casa aveva anche una pistola finta, un lampeggiante e un tesserino del ministero dell'Interno.

L'imprenditore dopo aver invitato la vittima a casa, secondo le indagini, l'avrebbe drogata con le benzodiazepine versate nel caffè e in un succo d'arancia. Ma anche sui vari telefoni e pc sequestrati al 50enne dove sarebbero state trovate le tracce anche delle altre, numerose, violenze. Secondo l'accusa l'obiettivo era solo quello di provocarle un'intossicazione con avvelenamento al solo fine di privarla della libertà personale, trattenerla presso la propria abitazione contro la sua volontà fino al mattino seguente; porla in uno stato di incapacità di volere e di agire per abusarne e fotografarla. Per questo gli inquirenti hanno lanciato un appello a tutte le potenziali vittime, invitando chiunque abbia incontrato l'imprenditore accusando successivamente uno stato d'incoscienza a contattare i carabinieri della compagnia Porta Monforte di viale Umbria. L'uomo, preoccupato dall'esito della perquisizione e dalle indagini, aveva addirittura tentato di crearsi un alibi, consigliando familiari e amici a rendere dichiarazioni compiacenti e accusando la studentessa e la sua famiglia di tentare un'estorsione ai suoi danni.

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