Sabato, 08 Mag, 2021

Gli statali tornano in ufficio. Da Draghi nuove norme sullo smart working

Smart working dipendenti pubblici con il Decreto Proroghe cade l'obbligo del 50 per cento 30 aprile 2021
Machelli Zaccheo | 01 Mag, 2021, 08:55

È quanto prevede il decreto legge "proroghe" licenziato ieri dal governo Draghi. L'organizzazione in totale flessibilità e autonomia e senza il vincolo di dover far lavorare da remoto un lavoratore su due potrà essere esercitata entro e non oltre il 31 dicembre 2021, in attesa della definizione dello smartworking nei contratti collettivi.

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto proroghe: salta obbligo del 50% di smart working nella pubblica amministrazione, non c'è norma su concessione spiagge. Il tutto, spiega Brunetta, "concordato con il Comitato tecnico scientifico e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti". "Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone- sottolinea il ministro- per introdurre da un lato la flessibilità coerente con la fase di riavvio delle attività produttive e commerciali che stiamo vivendo e dall'altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici". Salta anche il limite del 60% indicato nei Pola, mentre scende dal 30% al 15% la soglia minima in caso di mancata adozione dei Piani organizzativi. A regime, dall'inizio del 2022, invece, la norma conferma l'obbligo per le amministrazioni di adottare i Pola (Piani organizzativi del lavoro agile) entro il 31 gennaio di ogni anno.

Il limite del 50% per lo smart working dei dipendenti pubblici con la nuova proroga viene quindi eliminato e si "rinvia alla contrattazione collettiva (che ha preso avvio proprio in data 29 aprile presso l'Aran) la definizione degli istituti del lavoro agile". Ora la percentuale del 60 per cento, ribadiamo, sparisce e il minimo passa dal 30% al 15%.

Nella remota eventualità di una fumata nera sulla proroga della normativa, dal 1° agosto di quest'anno tornerebbe in vigore la legge n.81 del 2017 (Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato), che prevede la sottoscrizione di un accordo individuale con il proprio dipendente prima di ricorrere alla modalità del tele-lavoro.

Durante la pandemia lo smart working ha permesso all'Italia di restare a galla, grazie soprattutto alle regole semplificate che hanno derogato alla necessità di siglare accordi unilaterali tra dipendenti ed azienda sul lavoro agile. 2 dello stesso Patto che punta a "una disciplina che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e forientamento ai risaltati, concili le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle Pubbliche Amministrazioni, consentendo, ad un tempo, il miglioramento dei servizi pubblici e dell'equilibrio fra vita professionale e vita privata". Un ritorno in presenza che - ovviamente - dovrà avvenire in sicurezza, con il rispetto delle distanze e con tutti i dispositivi di protezione individuale.

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