Sabato, 08 Mag, 2021

Covid: in Sicilia 1.301 e 24 morti

Non ammessa agli “aiuti alle imprese in fase di avviamento” il CGA accoglie appello di una ditta agrigentina Inchiesta sui dati Covid in Sicilia, revocati i tre arresti domiciliari
Machelli Zaccheo | 20 Aprile, 2021, 09:21

I dati sulla pandemia in Sicilia, comunicati nei mesi scorsi dall'assessorato regionale alla Salute, influenzarono le decisioni del Comitato tecnico scientifico e del governo sull'inserimento dell'isola in una zona di rischio piuttosto che in un'altra? Il Giudice per le indagini preliminari di Palermo Cristina Lo Bue ha revocato gli arresti domiciliari, decisi dal Gip di Trapani, per la dirigente DaSoe Maria Letizia DiLiberti, il funzionario Salvatore Cusimano ed Emilio Madonia, dipendente della società privata che gestisce i dati per la Regione. La primavera è arrivata, i roghi sono arrivati, il 3 maggio secondo l'ultimo decreto dovrebbero ripartire i concorsi pubblici ma chiaramente, qualora uscisse il bando, non si arriverà ad assumere i 46 perchè come è ben noto, a giugno parte la campagna antincendio e non ci sarà il tempo di formare i futuri agenti che dovranno impegnarsi nell'AIB e nella lotta ai crimini ambientali dando lavoro a giovani siciliani che avrebbero la possibilità di lavorare nella propria terra senza decidere di andare via sperando in concorsi mitologici che si trasformano in illusioni. A Di Liberti e Cusimano è stata imposta la sospensione dal servizio per un anno. Nella stessa inchiesta è risultato iscritto nel registro degli indagati anche l'ex assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che si è dimesso in seguito alle polemiche scoppiate dopo le frasi intercettate sui "morti spalmati".

"La Procura di Palermo ha recepito solo in parte l'ipotesi accusatoria della Procura di Trapani e, anche alla luce degli ulteriori accertamenti effettuati, ha formulato solo 7 dei 36 precedenti capi d'imputazione, stralciando i capi 1 e 10 e tutti quelli riguardanti la falsificazione dei bollettini giornalieri. Il quadro accusatorio è fortemente ridimensionato": lo afferma l'avvocato Paolo Starvaggi, legale, insieme a Fabrizio Biondo, della Di Liberti. In buona sostanza - ha spiegato - è rimasta in piedi l'accusa per concorso in falsità ideologica e falsità materiale. "I pubblici ministeri, nella richiesta al gip, della sola misura cautelare dell'interdizione dai pubblici uffici, per Di Liberti, Madonia e Cusimano, hanno chiarito che 'rispetto alle contestazioni avanzate davanti al Giudice di Trapani questo ufficio non contesta, allo stato, la falsificazione indotta dei bollettini giornalieri che le indagini fino a questo momento svolte hanno dimostrato avere una funzione di tipo solo divulgativo, non potendo pertanto essere considerati atti pubblici".

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