Venerdì, 22 Ottobre, 2021

Riapertura scuole, cosa cambia da mercoledì 7 aprile: la video guida

Scuola studio 76% ragazzi fa dad su telefono Cornavirus: Priorità alla Scuola si mobilita contro la DAD
Deangelis Cassiopea | 06 Aprile, 2021, 13:36

Saranno oltre 5,6 milioni gli alunni che domani, mercoledì 7 aprile, rientreranno a scuola in presenza, ovvero il 66% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie: due su tre.

Si tratta dell'ordinanza numero 102 "Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da covid19" che dispone: "Con decorrenza dal 7 aprile e sino al 30 aprile l'attività didattica delle scuole di ogni ordine e grado si svolge in applicazione dell'articolo 2 del decreto-legge 1 aprile 2021 n.44 (Disposizioni urgenti per le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado)". Le adesioni sono arrivate principalmente da genitori o nonni (58,7%) e docenti (26,4%), ma anche da alunni della scuola secondaria di II grado (2,2%), educatori (1,2%), non docenti (3,4%) e dirigenti (0,7%).

Nelle medesime zone gialla e arancione le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica affinché sia garantita l'attività didattica in presenza ad almeno il 50%, e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca mentre la restante parte della popolazione studentesca si avvale della didattica a distanza.

Le regioni non possono emanare ordinanze più restrittive come prima, ma viene lasciata ai singoli comuni "la possibilità di valutare, sulla base degli interessi e della situazione sanitaria presente, ordinanze specifiche in merito", ha commentato il sindaco Vito Pelosi di Serino, che ha poi annunciato "la sospensione delle attività didattiche in presenza fino a nuova comunicazione".

La predetta deroga è consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. Lo affermano i genitori No Dad dell'associazione Scuole Aperte Campania a seguito dell'approvazione del decreto Covid e in particolare alla norma in materia di scuola che prevede la didattica in presenza fino alla classe prima media anche nelle zone rosse e impedisce agli enti locali, Regione e sindaci, di attuare maggiori restrizioni.

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