Martedì, 20 Aprile, 2021

Salvini e Orbán tentano il rilancio post pandemia

Matteo Salvini a Budapest con il premier ungherese Viktor Orbán e il premier polacco Mateusz Morawiecki Da Budapest Salvini lancia il"Rinascimento europeo con i leader di Ungheria e Polonia
Evangelisti Maggiorino | 02 Aprile, 2021, 19:21

Orban: "Salvini è il nostro eroe, ha fermato i migranti" - Nella conferenza stampa congiunta ha parlato anche Viktor Orban, lanciandosi in un'esplicita lode di Matteo Salvini.

È questo l'obiettivo ultimo del summit a Budapest: iniziare un percorso che abbia come fine l'allargamento del gruppo sovranista al Parlamento europeo "coinvolgendo nuovi partiti", come ha dichiarato lo stesso Salvini. "Ma no, sono andato a parlare di vaccini", dice il leader della Lega, ospite dell'Aria che tira su La7. Ma il vertice di ieri a Budapest è foriero di nuove prospettive unitarie nel cuore del Continente, per richiamare alla compattezza tutte le forze alternative alla sinistra e che non ci stanno più al giogo di un Partito popolare "lontano dai valori originari dell'Europa". Non è il primo tentativo di federare i partiti nazionalisti d'Europa - che sono distribuiti tra Identità e democrazia e i Conservatori e riformisti - prima delle elezioni europee del 2019, Salvini ci aveva già provato, ed è almeno da due decenni che l'idea viene proposta e riproposta.

Il riferimento comune deve essere anzitutto rivolto alle grandi sfide sul tappeto, con Israele che chiude accordi di pace fondamentali in Medio Oriente, mentre c'è un islamismo alle porte che deve trovare un argine nei valori europei. Lasciamo ad altri le critiche, noi rimettiamo al centro il diritto alla vita e il diritto al lavoro. "Siamo qui per costruire qualcosa di longevo".

"Non è un segreto che chiamiamo Matteo Salvini 'nostro eroe' perché sull'immigrazione, quando qualcuno diceva che era impossibile fermare l'immigrazione clandestina, da ministro ha saputo arrestare l'immigrazione".

Anche Orban ha sottolineato quindi la necessità di un Rinascimento europeo, sottolineando che "ci sono milioni di cittadini senza rappresentanza politica, avendo il Ppe scelto di schierarsi cooperando con la sinistra".

Il modello europeo indicato da Salvini, Orban e Morawiecki è chiaro: non bisogna occuparsi di tutto, ma bene di quello su cui la politica continentale dovrà cimentarsi, "fare poche cose e bene", ha sintetizzato il leader leghista. "Parliamo di valori per costruire il futuro".

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