Martedì, 20 Aprile, 2021

Covid, attese per oggi le regole per il "dopo Pasqua"

Decreto Covid, oggi il varo: confermata la linea del rigore. Unica concessione: scuole aperte fino alla media nelle zone rosse Il nuovo decreto Draghi: il 7 aprile riaprono le scuole anche in zona rossa, governatori e sindaci non potranno più chiuderle
Machelli Zaccheo | 31 Marzo, 2021, 21:38

Tra le possibilità in merito alle riaperture c'è per esempio quella che riguarda la scuola. La ministra Maria Stella Gelmini, ha spiegato che: "Il testo del prossimo decreto Covid non è ancora pronto". La Penisola sarà tutta rossa o arancione fino a fine mese.

Si stanno valutando in queste ore le misure da adottare con l'arrivo di un nuovo Decreto, lo stesso che dovrebbe subentrare alla zona rossa nazionale imposta per Pasqua. Niente zone gialle: fino al 30 aprile saranno confermate le misure oggi in vigore che prevedono solo zone arancio... Superata la Pasqua, quando saranno concesse in deroga a due persone con minori under 14 al seguito, si torna a vietarle. Norme che, secondo le schema sancito nell'ultima cabina di regia, prevedono un'Italia o rossa o arancione, escludendo quindi la riapertura a pranzo, prevista dal colore giallo, di bar e ristoranti. La restante parte degli studenti partecipa alla didattica a distanza.

Lo fanno sapere fonti di palazzo Chigi. E si tarpa le ali alle Regioni, che non potranno più decidere sulla chiusura delle scuole. Ricordiamo che in zona arancione è già prevista la possibilità di tenere le scuole aperte anche alle superiori, con forme flessibili (50-75% in presenza), sebbene alcune Regioni abbiano deciso di seguire la linea della prudenza e stabilire la Dad al 100%. Parliamo dell'obbligo di vaccino al personale medico e lo sblocco dei concorsi pubblici rimasti fermi.

Oltre alle sanzioni infatti potrebbe saltare anche lo stipendio a coloro che non intendono vaccinarsi. La vaccinazione sarà "requisito essenziale" per l'esercizio della professione.

In linea di massima non ci saranno regioni in fascia gialla, ma solo arancione o rossa.

La vaccinazione è obbligatoria ma "può essere omessa o differita solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestato dal medico di medicina generale". Quando un dipendente non risulta vaccinato, nonostante l'obbligo di sottoporsi a somministrazione, "l'azienda sanitaria locale competente accerta l'inosservanza dell'obbligo vaccinale e ne dà immediata comunicazione all'interessato, al datore di lavoro e all'Ordine professionale di appartenenza". Per chi rifiuta è previsto lo spostamento a "mansioni, anche inferiori" con il "trattamento corrispondente alle mansioni esercitate". Se ciò non è possibile, "per il periodo di sospensione non è dovuta retribuzione". Ovviamente se i dati sanitari muoveranno nella giusta direzione. Per "ridurre i tempi di reclutamento del personale", si legge, le amministrazioni possono procedere con "modalità semplificate di svolgimento delle prove". Il provvedimento, poi, come annunciato, conterrebbe anche lo scudo penale per i vaccinatori e l'obbligo di vaccino per il personale sanitario. Il Governo si è impegnato ad utilizzare tutti i margini che si aprono, ossia a rivedere le restrizioni in qualsiasi momento, in presenza di dati sul contagio che lo consentano.

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