Sabato, 10 Aprile, 2021

Roma, incendiato il portone dell'Istituto Superiore di Sanità

Incendiato il portone dell'Iss. Speranza Roma, dato alle fiamme il portone dell’Istituto superiore di sanità
Evangelisti Maggiorino | 15 Marzo, 2021, 17:22

Qualcuno, ancora non identificato, ha appiccato il fuoco sul portone dell'Istituto Superiore di Sanità, a Roma. Al momento non è esclusa nessuna pista: potrebbe trattarsi probabilmente di un atto di protesta contro le restrizioni dei prossimi giorni.

Nella nuova comunicazione diffusa dall'Istituto Superiore di Sanità, si invitano i dipendenti che lavorano presso la sede in preda alle fiamma ad alzare il livello di attenzione. A spegnere le fiamme con un estintore in dotazione all'auto di servizio una pattuglia dei carabinieri. Il portone è stato danneggiato dalle fiamme e il fumo ha invaso l'atrio dell'istituto. Sul posto sono poi arrivati anche i tecnici della sezione Rilievi del Nucleo investigativo di via In Selci per effettuare un sopralluogo. I custodi sono intervenuti e hanno dato l'allarme.

"Piena solidarietà alle donne e agli uomini dell'Istituto superiore di sanità e al suo presidente, Silvio Brusaferro", così il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.

"Lavoriamo per dare il massimo sostegno alla gestione dell'emergenza nell'unico interesse di tutelare la salute. Continueremo a servire il nostro Paese per superare insieme questa pandemia". E' quanto il Presidente dell'Istituto Silvio Brusaferro e il Direttore Generale Andrea Piccioli hanno dichiarato in merito a quello che il ministro ha definito "un attacco intimidatorio" compiuto questa sera contro la sede dell'Istituto Superiore di Sanità. A Silvio Brusaferro e a tutte le donne e gli uomini dell'ISS va il mio pieno sostegno e la gratitudine per il lavoro straordinario fatto ogni giorno al servizio del Paese. Le motivazioni del gesto sono tutt'ora sconosciute, ma non è escluso che si tratti di una ritorsione per le politiche di contrasto al Covid-19. Il nemico è il virus. I carabinieri stanno analizzando le ragioni del gesto che potrebbe essere collegato alla decisione - presa anche sulla base delle considerazioni espresse dall'istituto sull'impennata di contagi - di mettere in zona rossa da domani e fino al 6 aprile la maggior parte delle regioni, e fra queste anche il Lazio, con Roma. "Siamo certi che le intimidazioni non fermeranno in alcun modo il prezioso lavoro di una struttura che quotidianamente si adopera per condurre il Paese fuori dalla pandemia".

Sono inaccettabili gli atti intimidatori contro l'Istituto Superiore di Sanità.

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