Sabato, 10 Aprile, 2021

Scuole chiuse in Lombardia: stop fino al 14 marzo

Scuola, Bianchi: Scuola Richieste di deroga alla didattica a distanza: è caos
Deangelis Cassiopea | 06 Marzo, 2021, 12:54

Lo stesso Ministero dell'Istruzione, quindi, conferma la possibilità della didattica in presenza per i figli dei lavoratori indispensabili come indicati nella nota 1990/2020 che chiarisce come "nell'ambito di specifiche, espresse e motivate richieste, attenzione dovrà essere posta agli alunni figli di personale sanitario (medici, infermieri, OSS, OSA...), direttamente impegnato nel contenimento della pandemia in termini di cura e assistenza ai malati e del personale impiegato presso altri servizi pubblici essenziali, in modo che anche per loro possano essere attivate, anche in ragione dell'età anagrafica, tutte le misure finalizzate alla frequenza della scuola in presenza".

Da quel momento in poi si incominciò a parlare della cosiddetta didattica a distanza, detta anche comunemente DAD, una forma di didattica, poco conosciuta fino a quel momento, che avviene senza la presenza degli insegnanti e degli studenti in aula, con l'utilizzo di strumenti online e piattaforme digitali che divenne obbligatoria con il DPCM del 11 marzo 2020 e successivi emanati dall'allora Governo Conte. "Sono misure dolorose, che vorremmo evitare - aggiunge - per questo stiamo facendo un lavoro certosino, applicando i parametri del Dpcm distretto per distretto".

"La scuola è presenza, un adulto si assume l'onere di guidare la formazione di una persona, ma in questo anno difficilissimo tutti i nostri insegnanti hanno lavorato in situazioni difficilissime, molto complesse e non hanno abbandonato nessuno - ha detto ancora Bianchi - Questo è un patrimonio che non può essere disperso, cancellato con una riga".

Le domande però mettono in crisi l'organizzazione scolastica, così le risposte dei presidi sono le più disparate, tra chi accetta le istanze e chi no, chi offre in presenza orario pieno e chi solo l'orario ridotto della Dad. Ci sarà l'uso che facciamo anche adesso delle nuove tecnologie. Intanto le segreterie dei cinque istituti comprensivi della città sono alle prese con il controllo delle autocertificazioni di genitori che chiedono di poter portare i figli a scuola.

"Per anni la scuola è stata considerata un mondo a parte, c'era ma non ne parlavamo neanche. Io spero subito, quanto meno il prima possibile arriveranno gli aiuti alle famiglie"., ha concluso. "Siamo in emergenza, bisogna far passare l'ondata di piena senza lasciare sole le famiglie", sottolinea.

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