Giovedi, 22 Aprile, 2021

Ufficiale: dall’8 marzo in Piemonte DAD per superiori e seconde/terze medie

Scuola, almeno 24 Province italiane a rischio didattica a distanza con i parametri del nuovo Dpcm Nuovo Dpcm, ecco le 24 province dove le scuole rischiano di chiudere subito
Cacciopini Corbiniano | 04 Marzo, 2021, 11:41

Un gruppo di lavoro è già in opera attorno al tema del recupero degli apprendimenti e della socialità, rassicura il ministro.

A partire da lunedì 8 marzo in Piemonte l'attività didattica di seconde e terze medie e delle scuole superiori si svolgerà in dad al 100%, per 15 giorni: è quanto ha deciso la Regione Piemonte dopo l'aumento dei contagi da Coronavirus negli ultimi giorni, sospinti dalla variante inglese.

Con la curva dei contagi in netta risalita si va verso la chiusura totale delle scuole in Piemonte.

Al ministro viene fatto notare che una simile stretta vada in contraddizione con quei propositi che erano centrali nel rapporto della task force istituita dalla ministra Azzolina il 21 aprile 2020 e guidata da Patrizio Bianchi, documento reso pubblico solo il 13 febbraio 2021. Tradotto: inevitabile tornare a parlare di chiusura delle scuole. Siamo davanti a un oggettivo cambiamento delle condizioni. Ci sono poi altre 21 Province che hanno tra i 200 e i 250 casi ogni 100.000 abitanti e sono quindi vicine al rischio chiusura: Arezzo, Ascoli Piceno, Caserta, Cremona, Cuneo, Ferrara, Gorizia, Isernia, Lecco, Lucca, Massa-Carrara, Milano, Napoli, Parma, Pavia, Perugia, Prato, Taranto, Torino, Varese, Vercelli. In estate nessuno immaginava che saremmo stati soggetti a una trasformazione del virus di questa portata.

"Sui giornali e nei proclami politici continuano a ripetersi altisonanti frasi come "La scuola sarà l'ultima cosa che chiuderemo!", "La scuola non ha mai chiuso!", "La scuola continua a distanza!" - scrivono gli organizzatori sulla pagina facebook "Usciamo dagli schermi" - Si tratta di affermazioni ipocrite, perché la scuola è a scuola". Dicono che sia più semplice a distanza perché copiamo, ma ci sono anche studenti onesti che ci provano e che comunque studiano anche con queste modalità.

Peraltro, spiega, sulla DaD si sta ancora lavorando al ministero con l'apporto di dirigenti scolastici, docenti, maestri di strada, per mettere a punto unnmodello vincente che tenga conto delle esperienze migliori.

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