Sabato, 10 Aprile, 2021

Attacco aereo americano in Siria, 17 morti

Usa contro gruppi filo Iran in Siria, primo attacco era Biden Raid Usa in Siria, prima azione ordinata da Biden. Uccisi 17 combattenti pro Iran
Acerboni Ferdinando | 27 Febbraio, 2021, 08:24

Il Pentagono e il governo di Teheran hanno compiuto nei giorni scorsi alcuni primi passo verso una riapertura del dialogo e un possibile rientro degli USA nell'accordo multilaterale antinucleare con l'Iran. E' stata la prima operazione militare autorizzata dal presidente Joe Biden - per quel che sappiamo - e si presta a equivoci del tipo: "La nuova Amministrazione è guerrafondaia". Washington ha aggiunto che l'attacco è stato condotto come rappresaglia ai recenti attacchi contro le forze statunitensi e della coalizione in Iraq. Ma non è sfuggita a Vittorio Feltri che ha scritto su Twitter: "Simpatico Biden che bombarda la Siria ma dice che il guerrafondaio è Trump che non ha mai sparato un colpo". Secondo l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo almeno 17 combattenti pro-Iran sono stati uccisi.

In particolare si ritiene che si tratti di una rappresaglia per l'attacco missilistico del 15 febbraio alla base aerea di Erbil nel Kurdistan iracheno.
Nell'attacco è rimasto ucciso un contractor, che era un civile, e un soldato americano e diversi contractor americani sono rimasti feriti.

Il neo presidente americano, Joe Biden, alla luce di questo quadro generale, ha deciso, con una nota ufficiale, di prolungare lo stato di emergenza nazionale che sarebbe scaduto il 28 febbraio.

Il portavoce del Pentagono John Kirby, attraverso un comunicato, ha precisato che i raid aerei hanno distrutto "diverse infastrutture situate in un posto di frontiera utilizzate dalle milizie sostenute dall'Iran, segnatamente da Kathib Hezbollah".

Mosca "condanna con forza" i raid Usa nell'est della Siria e chiede "rispetto assoluto per la sovranità e l'integrità territoriale" del Paese arabo.

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