Martedì, 20 Aprile, 2021

Attentato in Congo: morto l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere

Attacco a convoglio Onu in Congo: ucciso ambasciatore italiano Cosa sappiamo dell’attacco nella Repubblica Democratica del Congo
Acerboni Ferdinando | 26 Febbraio, 2021, 14:06

Un ritorno a casa tragico che ci riempie di angoscia.

Assieme al diplomatico è morto anche il carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci e un'autista della vettura. E non si può nemmeno escludere che l'attacco, inizialmente apparso come un tentativo di sequestro, sia stato in realtà organizzato a scopo di rapina. Mani da uomo o anche mani da bambino. Nella stessa area sono però attive decine di milizie che rispondono ad altrettanti capi tribù e signori della guerra.

Il Congo è anche questo. Apparentemente così diversi per formazione e provenienza regionale, ma in fondo così uguali nella corsa a ricostruire un mondo che sempre più spesso si sfalda sotto ai nostri piedi. Perdiamo due servitori dello Stato impegnati per la pace e la cooperazione.

"Le informazioni sulle motivazioni di questo attacco sono ancora frammentarie". I due, colpiti a morte, sono morti poco dopo. La polizia del Nord Kivu ha fatto sapere al quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung" di essere stata "sorpresa" dalla presenza nell'area dell'ambasciatore Attanasio "senza la protezione della polizia".

Sono state "fonti di intelligence" a confermare le notizie sull'attacco in Congo all'agenzia di stampa Adnkronos da. Credeva molto in particolare nell'addestramento e dava il massimo, nella consapevolezza che proprio l'addestramento fosse fondamentale per le missioni e i ruoli che era stato chiamato a ricoprire. Gli autoctoni contestano i confini del parco, denunciano appropriazioni indebite di terreno e criticano le regole sull'uso delle risorse naturali. Altre persone della missione, a cui partecipava anche il rappresentante a Kinshasa dell'Unione europea, sono rimaste ferite.

"Allertate le Ecoguardie e le Fardc", scrivono nel comunicato come riportato da RaiNews, le forze governative congolesi "si sono messe alle calcagna del nemico". Mentre i due comuni annunciano lutto cittadino, nella notte sono arrivate a Roma le salme dei due italiani uccisi. "Al Programma alimentare mondiale e all'Onu - ha aggiunto - abbiamo chiesto formalmente l'apertura di un'inchiesta che chiarisca l'accaduto, le motivazioni alla base del dispositivo di sicurezza utilizzato e in capo a chi fossero le responsabilità di queste decisioni".

L'ambasciatore e il militare viaggiavano a bordo di una autovettura di un convoglio della Monusco, la missione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo. In risposta a questa ondata di violenza, alla fine del 2019 le forze armate congolesi hanno avviato un'operazione su vasta scala contro il gruppo islamista nelle province del Nord Kivu e dell'Ituri. Luca ha svolto in questi anni un durissimo e importante lavoro.

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