Sabato, 27 Febbraio, 2021

M5S, dopo il "no" a Draghi espulsi anche quattro senatori calabresi

Vito Crimi Vito Crimi
Acerboni Ferdinando | 18 Febbraio, 2021, 15:32

La lunga giornata di ieri, infatti, ha aperto il capitolo dei dissidenti del M5S (come abbiamo anticipato ieri sera) che ha trovato riscontro nel post pubblicato questa mattina sui social da Vito Crimi, capo politico dei pentastellati, attraverso il quale ha annunciato l'espulsione dei senatori che hanno votato "no" alla fiducia a Draghi, compresi i calabresi Nicola Morra, Silvana Abate, Margherita Corrado e Bianca Laura Granato.

"Se voleva spaventare gli indecisi ha fatto la mossa sbagliata - dice all'Adnkronos un senatore tra i 15 espulsi - stanno arrivando tantissimi messaggi di solidarietà dalla Camera, e qualche deputato scrive che stasera ci dimostreranno che non siamo soli". Ed ora i 15 senatori che hanno votato no si collocano, nei fatti, all'opposizione. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo. E' il voto dal quale prendono forma la maggioranza che sostiene l'esecutivo e l'opposizione. Ma lo ha fatto.

"Ieri al Senato il MoVimento 5 Stelle ha votato sì. Whatever it takes" cioè "ora l'ambiente, a qualsiasi costo", come a dire che i valori fondanti del M5s sono stati sì sacrificati, ma solo per salvare l'ambiente. Ad aver votato No su Rousseau erano stati però altri esponenti a 5 Stelle, come l'ex ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, o la ex ministra per il Sud, Barbara Lezzi.

I "frondisti" rappresentano quasi un quarto del gruppo pentastellato. Perché nell'appello si chiede anche di votare, sempre sulla piattaforma della Casaleggio Associati, sulle "responsabilità personali dell'attuale Capo Politico pro tempore e del Comitato di Garanzia per l'avallo di una consultazione ingannevole, che rischia di incidere in modo importante sulla nostra azione politica e sulla nostra compattezza". Questi numeri permetterebbero anche la formazione di un gruppo autonomo a Palazzo Madama.

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