Sabato, 10 Aprile, 2021

L'Europa potrebbe inserire il Fvg tra le aree rosso scuro

Covid, l'annuncio choc dell'Ue: Emilia, Veneto, Friuli e Bolzano in zona «rosso scuro» Ue, la mappa del contagio: in Italia il Veneto tra le zone a "alto rischio"
Esposti Saturniano | 25 Gennaio, 2021, 19:07

Sono tre le regioni, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, a rischio di essere mappate dall'Ue come zone rosso scuro e quindi essere sottoposte all'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell'Ue. È quanto risulta dagli ultimi dati pubblicati dall'Ecdc relativi al numero cumulativo di casi ogni 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni. Lo ha detto il commissario UE per la Giustizia, Didier Reynders, anticipando i risultati di una simulazione della nuova mappa del contagio in Unione Europea realizzata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

La Commissione europea ha proposto una nuova colorazione per classificare i Paesi dell'Ue ad alto rischio Coronavirus: il "rosso scuro".

Nel dettaglio, il Friuli Venezia-Giulia presentava un tasso di 768 casi ogni 100mila abitanti, la Provincia autonomia di Bolzano 696, il Veneto 656 e l'Emilia-Romagna 528.

"Visto che la capacità di test è aumentata, gli Stati dovrebbero usare di più i test pre-partenza anche nelle aree arancioni, rosse o grigie", scrive la Commissione nella sua proposta che aggiorna le regole sui viaggi.

La Commissione Ue propone che tutti i viaggi non essenziali siano "fortemente scoraggiati finché la situazione epidemiologica non sia migliorata considerevolmente". In aggiunta agli attuali colori in cui sono divise le aree della Ue (verde, arancione, rosso e grigio) Bruxelles propone di inserire l'area rosso scuro per indicare le aree in cui il virus circola ad alti livelli nelle quali i tassi di notifica di nuovi casi negli ultimi 14 giorni riguarda piu' di 500 persone su centomila. Per chi viene da quelle aree, gli stati devono prevedere un test prima della partenza e una quarantena all'arrivo.

Le indicazioni non si dovrebbero applicare ai transfrontalieri, che per lavoro o motivi di famiglia passano i confini molto spesso, e ai lavoratori del settore dei trasporti.

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