Lunedi, 01 Marzo, 2021

Arrestato un 24enne foreign fighters italiano

Terrorismo arrestato in Turchia un Foreign Fighter italiano di 24 anni Arrestato un foreign fighter italiano: si era arruolato con al Qaeda
Evangelisti Maggiorino | 21 Gennaio, 2021, 23:46

Il 24enne deve rispondere di svariati reati tra cui apologia del terrorismo, associazione con finalità di terrorismo internazionale, istigazione a crimini con fini terroristici e molto altro. Destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare emessa nel 2017, il 24enne è stato rintracciato nei pressi di Idlib, in Siria. A fronte di questa profonda conversione, nel 2014 era partito alla volta del quadrante siro-iracheno per unirsi alla squadra Jabath Fatah al-Sham insieme alla moglie.

Anche grazie alle risultanze acquisite in sede di rogatoria internazionale, è stato possibile localizzare il foreign fighter e il suo nucleo familiare nell'area siriana di Idlib e di documentare la sua volontà di consegnarsi alle Autorità italiane. Da tempo nella lista dei foreign fighters, il giovane nato nel cantone svizzero di San Gallo ha anche cittadinanza italiana, come anche i suoi tre bambini, nati in Siria e destinati a rimanere in Turchia assieme alla moglie, tedesca di origini turche, e a una quarta figlia della donna, tutti messi in sicurezza nell'ambito di un'operazione che ha assunto anche rilevanza di carattere umanitario.

La svolta nel marzo 2019, quando il giovane ha iniziato a mostrare la volontà di prendere le distanze dalla causa islamista; si è potuto così agire per riportarlo in Italia.

In conferenza stampa è stata ripercorsa la lunga vicenda investigativa. E' accusato di aver partecipato a un'associazione terroristica di matrice islamica, la Jabhat Al Nusra, affiliata al movimento terroristico Al Qaeda, e di aver diffuso attraverso la piattaforma del social network Facebook alcuni video inneggianti allo Stato Islamico. Grazie alla collaborazione delle autorità turche e degli uomini dell'Aise, il giovane è stato trasferito ad Hatay dove è stato preso in consegna dalle autorità di polizia italiane. Sulla pista dello scalo abruzzese c'erano ad attenderlo gli investigatori della Digos che lo hanno condotto in Questura.

Le indagini della DIGOS hanno consentito di acquisire numerosi elementi probatori circa il reale sostegno del cittadino italiano alle fazioni terroristiche operanti in quei territori di guerra.

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