Sabato, 16 Gennaio, 2021

Apple inizia a sospendere Parler, app-social dell’alt-right

Scacco al social network più amato dagli estremisti filo Trump: Apple, Google e Amazon bloccano Parler Apple inizia a sospendere Parler, app-social dell’alt-right
Acerboni Ferdinando | 12 Gennaio, 2021, 08:47

Il motivo è lo stesso che ha portato la rimozione del social dagli app store di Google e App e alla sospensione dei profili di Trump da Facebook e Twitter.

"Abbiamo sempre sostenuto diversi punti di vista su App Store, ma sulla nostra piattaforma non c'è posto per minacce di violenza e attività illegali".

Continua quindi la guerra tra i Gafa e il presidente uscente degli Stati Uniti d'America, con le prime ormai ben decise a silenziare per sempre non solo Trump, ma tutte le voci alternative alla narrazione del pensiero unico globalista supportato dai colossi Big Tech, congiuntamente a tutti coloro che si propongono di offrire uno spazio senza censure per poter esprimere liberamente le proprie opinioni. "Parler non ha preso le misure adeguate per affrontare il proliferare di queste minacce sulla sicurezza della gente". In un tweet pubblicato sabato 9 gennaio, il gruppo di pressione indicato come "Amazon Employees for Climate Justice", ha riferito che l'azienda dovrebbe negare i suoi servizi a Parler "fino a quando non rimuoverà i post che incitano alla violenza", inclusi quelli dell'insediamento del presidente.

PARLER | Il messaggio di Enrique Tarrio uno dei capi della milizia dei Proud Boys
PARLER | Il messaggio di Enrique Tarrio uno dei capi della milizia dei Proud Boys

L'azienda ammette di essere ricorsa a una simile soluzione poiché ha ritenuto insufficienti "i grandi sforzi" che gli admin dell'app sostengono di aver impiegato nel combattere i discorsi d'odio.

Intanto, anche Apple viaggia sulla stessa linea d'onda del competitor ed annuncia che di qui a breve cancellerà l'app dallo store qualora non dovesse essere conforme ai requisiti di moderazione dei contenuti. Amazon Web Services (AWS) ha comunicato a Parler che i post violenti sulla piattaforma erano in contrasto con i suoi termini di servizio.

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