Sabato, 05 Dicembre, 2020

Stop a medici di famiglia per cure a casa. Regione farà ricorso

Tar del Lazio Stop a visite a domicilio di malati covid per medici di base Tar del Lazio: «Stop a visite a domicilio di malati covid per medici di base»
Machelli Zaccheo | 18 Novembre, 2020, 19:23

Per il Tribunale amministrativo il compito dev'essere esclusivamente affidato alle Usca.

Un tema delicato che trova il suo punto di partenza, oltre che dalla necessità di non lasciare i pazienti non Covid senza assistenza alcuna, anche nella diversa copertura assicurativa antinfortunistica dei medici di famiglia i quali, al contrario dei colleghi che operano nelle Usca, non hanno alcuna copertura Inail nel caso si infettino a causa del contatto con pazienti Covid e la loro copertura assicurativa sottoscritta da Enpam ha rifiutato il risarcimento. "Faremo ricorso al Consiglio di Stato".

E' infatti pronto il "Protocollo per i tamponi con test antigenico rapido da medici di medicina generale, continuità assistenziale ed emergenza sanitaria territoriale 118" tra i sindacati dei medici e la Regione Campania, che va ad integrare i compiti dei medici di famiglia. G04586 del 20.4.2020 nonche della la Nota della Regione Lazio, Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria - Direzione Regionale per l'Inclusione Sociale prot.

"La sentenza del Tar di ieri conferma come l'assistenza domiciliare delle persone covid 19 positive sia svolta nel lazio dalle Uscar", così ha commentato il vice presidente dell'Omceo di Roma e segretario provinciale della Fimmg di Roma Pier Luigi Bartoletti.

Al contrario, secondo le determine della Regione Lazio contemplano come meramente "eventuale" l'intervento di assistenza domiciliare delle Uscar laziali. E' innanzitutto compito della medicina territoriale farsi carico, con i dovuti mezzi di protezione e la dovuta formazione, di questi pazienti che molte volte non sono affetti unicamente da COVID, ma anche da altre patologie croniche.

Per questo, "hanno ragione i ricorrenti quando affermano che il legislatore d'urgenza ha inteso prevedere che i MMG potessero proseguire nell'attività assistenziale ordinaria, senza doversi occupare dell'assistenza domiciliare dei pazienti Covid".

Secondo i giudici amministrativi, "è determinante la previsione contenuta" nel decreto legge 14/2020, inerente 'Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza Covid 19′, secondo cui "al fine di consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l'attività assistenziale ordinaria, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano istituiscono, entro dieci giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, presso una sede di continuità assistenziale già esistente una unità speciale ogni 50mila abitanti per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero".

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