Sabato, 05 Dicembre, 2020

La pandemia spinge al ritorno sulla tavola la Dieta Mediterranea

Fondazione Barilla: Italia si allontana da Dieta mediterranea Dieta Mediterranea, gli ingredienti per uno stile di vita sano • Prima Pagina Online
Machelli Zaccheo | 18 Novembre, 2020, 11:01

I benefici della dieta mediterranea, tipica dell'area del Mediterraneo (Sud Italia, Grecia, Marocco, Spagna, Portogallo e Croazia), si riflettono non solo sul peso, ma anche sulla salute, specie delle donne.

Per celebrare i 10 anni del Dossier Unesco sulla DM come Patrimonio Mondiale Intangibile dell'Umanità è stato realizzato, con l'intento di assicurare la trasmissione, alle nuove generazioni, dell'importanza della DM e dei suoi principi, il folder "A scuola la salute è sempre promossa", utile a far comprendere agli studenti che, per poter costruire un futuro migliore, è importante prendersi cura - tutti insieme - dell'ambiente e delle persone vicine, facendo attenzione alle scelte quotidiane, tra le quali quelle relative agli alimenti e alla riduzione degli sprechi. "A tavola con gli italiani nel 2020 pandemico", realizzata in occasione del 16 novembre 2020, decennale della proclamazione della Dieta Mediterranea a patrimonio immateriale Unesco.

Secondo il Rapporto 'Waste Watcher 2020′ della Campagna Spreco zero, sostenuta dallo stesso Ministero dell'ambiente, ogni anno piu' di 2.200.000 tonnellate di cibo vanno sprecate nelle case degli italiani, per una stima di 36,54 chilogrammi a testa e un valore di quasi 12 miliardi di euro che sommati ai 3 miliardi 293 milioni di spreco della filiera ci portano ad un totale di oltre 15 miliardi di euro. Proprio Hyman sarà tra gli speaker dell'evento organizzato da Fondazione barilla e Food Tank dal titolo: "Resetting the food system from farm to fork - setting the stage for un 2021 food systems summit". Riscoperto cibi e tradizioni, sono tornati alla dieta mediterranea vista come uno scudo, un bene rifugio, una protezione contro il Coronavirus.

Senza contare che le malattie non trasmissibili rendono più vulnerabili anche rispetto al covid-19. A questo si aggiunge che dal 1975 nei giovani europei, fra i 5 e i 19 anni, l'obesità è cresciuta costantemente, a ritmi che nell'ultimo decennio hanno toccato lo 0,3% all'anno[14]. Eppure, fatta eccezione per Finlandia e Svezia, con rispettivamente l'83% e il 77% della popolazione fisicamente attiva, la gran parte delle popolazioni dell'Unione Europea non raggiunge questi livelli.

E così per alcuni coincide con la pizza, altri l'hanno identificata con le tagliatelle al ragù, in un misto di tradizioni pseudo-storiche e folclore che non aiutano a risolvere la questione che sta alla base di qualsiasi dieta: abbinare e bilanciare il alimentare in modo da soddisfare le esigenze qualitative e quantitative di un individuo e, in un certo senso, preservarne la salute attraverso l'uso di sostanze che aiutano l'organismo a svolgere le normali funzioni vitali e prevengono le malattie del secolo (cardiovascolari, diabete e cancro). Una data importante per la piramide alimentare, che rappresenta lo stile alimentare tipico dei paesi dell'area mediterranea con un uso consistente di cereali, frutta, verdura, semi e olio di oliva, un consumo moderato di pesce, carne bianca, legumi, uova latticini, vino rosso e un uso più raro di carni rosse, grassi e dolci. Per capire come rifondare i nostri sistemi alimentari provando a risolvere i più grossi paradossi del nostro tempo.

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