Lunedi, 30 Novembre, 2020

Ponte Morandi, arresti tra i vertici di Autostrade

Finanza arresta sei tra manager ed ex di Autostrade c’è anche il senigalliese Castellucci Inchiesta sul ponte Morandi, arrestato l’ex ad di Autostrade Castellucci. Ai domiciliari altri due manager: sapevano dei difetti alle barriere pericolanti
Esposti Saturniano | 15 Novembre, 2020, 15:23

Atlantia -4,0% accelera al ribasso in scia alle notizie relative a una serie di misure cautelari eseguite dalla Guardia di finanza nei confronti di ex vertici e attuali manager della controllata Autostrade per l'Italia. Ai domiciliari è finito l'ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, oltre a Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti, rispettivamente ex responsabile delle manutenzioni e direttore centrale operativo dell'azienda. Ai domiciliari anche l'ex a.d. Secondo quanto si apprende dall'AGI, la criticità riscontrata nelle indagini - che ha visto l'analisi della documentazione informatica e cartacea acquisita durante l'inchiesta - e legata al crollo del Ponte Morandi, riguarderebbe le barriere fonoassorbenti (modello Integautos) montate sulla rete autostradale.

Tra le accuse attentato sicurezza trasporti e frode in pubbliche forniture.

Anche il partito democratico fa sentire la propria voce dicendo: "I dialoghi sono offensivi per i genovesi, i liguri e le vittime del crollo del Ponte Morandi". Le misure cautelari sono state prese nell'ambito dell'indagine sui pannelli fonoassorbenti. Interdizione per un anno per Stefano Marigliani, già direttore del primo tronco di Autostrade ora trasferito a Milano, Paolo Strazzullo, ex responsabile delle ristrutturazioni pianificate sul ponte Morandi e Massimo Meliani della Società Progettazioni Edili Autostradali. Di queste sei, tre sono provvedimenti restrittivi, mentre altrettante riguardano arresti domiciliari.

Le barriere fonoassorbenti non vennero cambiate "per evitare le ingenti spese che avrebbe comportato". Allo scopo si sarebbe intervenuti eludendo gli obblighi con alcuni accorgimenti temporanei non idonei e no risolutivi, scrive ancora l'Ansa. Infine, si legge del documento la contestata "frode nei confronti dello Stato" da parte degli indagati, "per non aver adeguato la rete da un punto di vista acustico (così come previsto dalla Convenzione tra Autostrade e lo Stato) e di gestione in sicurezza della stessa, occultando l'inidoneità e pericolosità delle barriere, senza alcuna comunicazione - obbligatoria - all'organo di vigilanza (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti)".

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