Lunedi, 25 Gennaio, 2021

Uno spettacolo online per i cento anni di Gianni Rodari

Gianni Rodari Gianni Rodari con alcuni dei suoi studenti
Deangelis Cassiopea | 23 Ottobre, 2020, 04:59

Nel 2020 ricorre quindi il centenario della nascita e, curiosamente, anche i quarant'anni dalla morte, avvenuta a Roma il 14 aprile del 1980.

L'Assessorato alle Biblioteche con la Mediateca Montanari, insieme al Paese dei Balocchi e alla libreria San Paolo di Fano, lo farà con un incontro sulla piattaforma zoom venerdì 23 ottobre alle ore 17.00 incontrando Alice Bigli, autrice del libro appena uscito per la casa editrice San Paolo, dal titolo "La scintilla dell'utopia".

Dopo aver conseguito il diploma magistrale, nel 1938 fece il precettore a Sesto Calende presso una famiglia di ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania. L'anno successivo si iscrisse alla facoltà di lingue dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, abbandonando però i corsi dopo pochi esami.

Durante il conflitto della seconda guerra mondiale, Gianni Rodari si avvicina al Partito comunista, a cui si iscrive nel 1944 e partecipa alla lotta della Resistenza. Nel 1950 si trasferì a Roma, dove fondò e diresse per anni, con Dina Rinaldi, il giornale per ragazzi "Pioniere" (settimanale dell'Api, Associazione Pionieri d'Italia), che tra l'altro viene considerato il primo giornale, nella pubblicistica infantile, a rovesciare il "modello razzista" del pellerossa feroce e selvaggio.

Lultimo commento, in bilico tra lammirazione e la nostalgia, è dellassessore Baucero: “Mi piace pensare che Rodari ci guarderà da una nuvola, lassù, e che ci sorriderà, contento di essere stato ricordato nel modo che avrebbe preferito: in una biblioteca, con una lettura giocosa per i “suoi” ragazzi.”. Nello stesso periodo iniziò a collaborare con Bbc e Rai, come autore del programma televisivo per l'infanzia Giocagiò.

A partire dal 1960, Einaudi pubblica le sue opere. Le sue filastrocche, imparate sui banchi di scuola, sono per molti un tenero ricordo dei primi approcci alla letteratura italiana. Rodari amava incontrare le scolaresche, i docenti, i bibliotecari, i librai. Da uno di questi incontri nacque “La Grammatica della Fantasia”, una delle sue opere più significative e note.

Spiega Giulio Facchetti, presidente del Corso di Scienze della comunicazione: "La vita di Gianni Rodari è strettamente intrecciata al nostro territorio: a Gavirate in primis, ma anche a Besozzo, a Sesto Calende, a Brusimpiano, a Ranco, piccoli borghi che costituiscono il tessuto pulsante del mondo insubre". Infine, come non citare La Freccia Azzurra (1954), da cui fu tratto un film nel 1996.

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