Martedì, 01 Dicembre, 2020

Luis Arce è presidente: "la Bolivia recupera democrazia". ONU: "consolidare la pace"

Vittoria riconosciuta da Añez 19 Ottobre 2020 Di Ansa 19 Ottobre 2020
Evangelisti Maggiorino | 21 Ottobre, 2020, 21:20

Già i primi exit-poll danno il grande favorito oltre la soglia del 50%, un margine che esclude così il secondo turno e dopo un anno dal golpe anti Morales riporta il Mas al potere.

La questione, infatti, è la seguente e travalica decisamente i confini boliviani: ha valore la democrazia formale che s'insedia nel rispetto della volontà degli elettori oppure governare o no dipende solo dal volere degli Stati Uniti? I sondaggi assegnano al delfino di Morales proprio una cifra attorno al 40 per cento dei voti e il principale sfidante, il leader moderato di Comunidad Ciudadana (Cc), Carlos Mesa, sembra contare sul 30 per cento dei consensi.

Nonostante i timori della vigilia, il voto si è svolto in un clima di sostanziale tranquillità, come riconosciuto anche dagli ispettori Onu. Gli exit poll realizzati da "Tu Voto Cuenta" assegnano ad Arce il 53 per cento delle preferenze contro il 30,8 per cento di Mesa. L'agenzia di stampa statale Abi che risponde al governo di transizione della presidente Jeanine Anez, ha pubblicato, senza averla fatta precedere da cifre dello scrutinio, una notizia dal titolo 'Luis Arce, l'economista eletto presidente della Bolivia', basata sulla proiezione di Ciesmori. I massimi e numerosi dirigenti rifugiati in Argentina, pur evitando ma senza negare critiche a certe decisioni di Morales e alla democrazia interna del Movimento, lo ribadivano con un'enfasi che se non necessariamente convincente suonava del tutto sincera. Con maggior interesse che mai ci si domanda dunque quale sia stata la ratio del colpo di stato, che ha sfiorato la tragedia di massa senza comunque evitare nè sangue nè lutti, per ritrovarsi al punto di partenza. Questo ha alimentato le critiche di chi accusava 'i golpisti' di sfruttare la pandemia per cercare di mantenersi al potere. I risultati elettorali sono arrivati all'una di mattina, dopo vari ritardi del Tribunale Supremo Elettorale (TSE) nel dare dati non ufficiali. In quell'occasione i sospetti di una presunta frode portata avanti dalle autorità elettorali portarono ad una aspra contesa sui risultati delle presidenziali sfociata poi in forti proteste sociali e in una sollevazione militare che portarono alla rinuncia dell'allora presidente Morales e l'assunzione dell'attuale governo ad interim di Jeanine Anez. Choquehuanca ha quindi definito come una "seconda tappa del processo di cambiamento del paese" quella che inizierà dopo le elezioni di ottobre.

Dicono che ci sia sempre una prima volta. In caso di una vittoria della destra potrebbero entrare in gioco eventuali privatizzazioni in questi settori strategici. Il risultato è completato dal candidato dei Comitati civici di Santa Cruz, Luis Fernando Camacho (Creemos), che ottiene per il momento il 14,38%.

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