Martedì, 24 Novembre, 2020

Design: morto l'artista Enzo Mari

Addio a Enzo Mari maestro del design icona del design italiano e mondiale Covid, morta Lea Vergine un giorno dopo il marito Enzo Mari
Deangelis Cassiopea | 21 Ottobre, 2020, 17:26

Ma ancora più imponente è il lascito del suo pensiero, spesso provocatorio, polemico, fortemente politico, che sin dagli Anni Cinquanta ha spinto prepotentemente per un innovamento dell'intero concetto di design. Enzo Mari ottiene nel corso della sua carriera cinque Compassi d'Oro (massimo riconoscimento nel mondo del design), l'ultimo dei quali nel 2011 alla Carriera.

Nato a Novara nel 1932 ma milanese d'adozione, Enzo Mari si è formato in arte e letteratura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1957 conosce e sposa Gabiela Ferrario, in arte Iela Mari (scomparsa nel 2014) madre dei suoi due figli, lo scrittore Michele ed Agostina. Nel 1963 diventa coordinatore del gruppo Nuova Tendenza, di cui organizza l'esposizione alla Biennale di Zagabria del 1965.

Docente alla Società Umanitaria di Milano, poi, negli anni, anche al Politecnico di Milano e all'Università di Parma espone in tutto il mondo, dalla mostra molto dibattuta "Falce e martello".

"Durante la sua vita ha creato una serie di opere straordinarie - realizzate con carta, legno, vetro, ceramica, ferro e acciaio - che si muovono liberamente tra le sfere dell'arte, del design, dell'architettura e della grafica, e sono ora in collezioni, musei, e case in tutto il mondo", ha scritto Boeri nel catalogo della mostra in corso alla Triennale - "La profondità del suo lavoro insieme alla sua profonda esplorazione della sostanza del mondo fanno da contrappunto alla sua ironia e disprezzo per la mediocrità superficiale che discerne nei campi del design e della critica - con poche rare eccezioni come Ettore Sottsass, che gli era così lontano eppure così vicino in termini di etica del lavoro".

Tra le altre centinaia di prodotti disegnati da Mari figurano anche: le pentole Copernico (1989) e le posate Piuma (1991) per Zani&Zani; il sistema di vetrine Wunderkammer (1993) e la libreria componibile Ulm (1996-98) per Zanotta; lo scolapasta Em02 (1997) e lo spremilimoni Squeezer (2000) per Alessi; i cavalletti Ypsilon (1999), il portaombrelli Eretteo (2000) e l'appendiabiti Togo (2001) per Magis; il tavolo Legato (2001) per Driade, per il quale ha ricevuto il suo quarto Compasso d'oro.

A un giorno dalla morte di Enzo Mari, compagno di vita per 60 anni, ci ha lasciati anche la signora della critica d'arte italiana, Lea Vergine.

Design fa rima con Enzo Mari all'interno di un connubio perfetto.

Enzo Mari è stato definito un "Leonardo contemporaneo", appellativo che ha voluto sottolineare la vastità di argomenti, interessi, oggetti e opere con cui ha segnato sin dal Dopoguerra il mondo del made in Italy e della cultura del Novecento. "Una personalità di grande spessore che, con la sua creatività, ha riempito d'orgoglio il nostro Paese". "Milano lo ricorderà sempre" ha dichiarato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. "Un artista di fama mondiale, creatore di icone leggendarie, un maestro che con la sua riflessione teorica ha formato generazioni di designer".

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