Venerdì, 30 Ottobre, 2020

Didattica a distanza per le superiori e coprifuoco alle 22: l'ipotesi

Coronavirus, il governo valuta la stretta: verso coprifuoco alle 22 e didattica a distanza per le superiori Coronavirus, coprifuoco alle 22 e didattica a distanza: la stretta del governo
Evangelisti Maggiorino | 16 Ottobre, 2020, 13:27

Coprifuoco alle dieci della sera e didattica a distanza nelle scuole superiori.

Sono possibili anche nuove chiusure localizzate, che istituiscano zone rosse nei territori maggiormente colpiti dall'avanzata dei contagi, anche più piccoli di una Regione o di una città. "Il coprifuoco è una cosa molto probabile", ammettono a Palazzo Chigi, dove stanno arrivando molte pressioni dai cittadini per fermare quel che resta della "movida". Come riporta IlCorriere.it, con un tweet di poche battute Giuseppe Conte ha lanciato un nuovo appello agli italiani: "Rispettiamo le nuove disposizioni, seguiamo le raccomandazioni, facciamo del bene al nostro Paese.".

Ragionando con scienziati, collaboratori e ministri, il premier si è però convinto a valutare altre regole restrittive, sulla falsariga delle norme adottate in Francia. Non vuol sentir parlare di lockdown, neanche si trattasse di quella sorta di "reset" del sistema, suggerito da alcuni esperti, consistente in una chiusura di due settimane, capace di dare respiro al servizio sanitario nazionale: "Una cosa che non esiste. Dobbiamo aspettare due o tre settimane per capire gli effetti delle misure attuali, dalla mascherina all'aperto al limite di sei ospiti a casa".

Ieri anche il sindaco di Genova Marco Bucci aveva parlato di coprifuoco, commentando le mosse del presidente francese Macron: "Un coprifuoco tra le 21 e le 6 è una strategia, poi si può discutere degli orari - aveva detto - ma può servire ad abbattere le possibilità di contagio rispetto a un potenziale di 24 ore, noi non abbiamo in programma questa azione ma si tratta di una misura che può essere giusta e senza colpire troppo l'economia". Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha deciso addirittura di chiudere le scuole procedendo con la Didattica a distanza, soluzione non apprezzata dal premier Conte e dalla Ministra Lucia Azzolina. La ministra ha dichiarato che: "Non è all'ordine del giorno", ma il Pd ha proposto di arrivare al 50 per cento di didattica a distanza, alternando le lezioni a casa e a scuola. A Milano l'indice di contagio Rt è schizzato sopra 2. Una scelta che ha fatto deflagrare le tensioni nella maggioranza. De Luca è fortemente preoccupato per la densità abitativa di Napoli e quando Speranza lo ha chiamato, governatore e ministro hanno concordato sulla necessità di "irrigidire le regole".

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