Martedì, 24 Novembre, 2020

Gimbe sui tamponi: "Effetto collo di bottiglia favorisce crescita contagi"

Gimbe sui tamponi: «Effetto collo di bottiglia favorisce crescita contagi»
Machelli Zaccheo | 13 Ottobre, 2020, 17:19

"Ancora una volta, i ritardi burocratici e i conflitti tra Governo e Regioni scaricano sui cittadini la responsabilità del controllo epidemico attraverso restrizioni delle libertà personali". L'impennata dei nuovi casi dell'ultima settimana, quasi raddoppiati rispetto alla precedente, ha spinto il Governo a prendere provvedimenti per tentare di arginare la nuova ondata di contagi.

La Fondazione Gimbe è " impegnata nel monitoraggio indipendente della pandemia sin dal suo esordio" ora, scrive il presidente Nino Cartabellotta, "in un momento cruciale per l'evoluzione del quadro epidemico e, di fatto, per il futuro del Paese, sente il dovere civico di analizzare numeri e dinamiche che indicano nell'insufficiente capacità di tracciamento dei nuovi casi una delle determinanti del progressivo incremento dei casi iniziato a fine luglio, che dopo un mese ha innescato l'aumento dei ricoveri, e dopo circa 2 mesi quello dei decessi".

"Osservando il progressivo incremento dei nuovi casi- spiega Cartabellotta- già da fine agosto la Fondazione Gimbe sollecitava le Regioni a potenziare le attività di testing & tracing, perché nella fase di lenta risalita della curva epidemica la battaglia con il virus si vince sul territorio".

I ricercatori riferiscono che dall'inizio della pandemia allo scorso 11 ottobre sono stati effettuati 12.564.713 tamponi, ma solo a partire dal 19 aprile è possibile scorporare dal totale il numero di casi testati, cioè i soggetti sottoposti al test per confermare o meno l'infezione, a esclusione dei test ripetuti sulla stessa persona per confermare o meno l'avvenuta guarigione virologica. Fino alle aperture del 3 giugno, inoltre, il numero medio di casi testati si è mantenuto attorno ai 35 mila al giorno, per poi scendere ai 25 mila giornalieri.

Impennata nei contagi da coronavirus in Italia, con i nuovi casi saliti del 42,4%, aumento dei pazienti ricoverati con sintomi (+18,9%) e in terapia intensiva (+17,7%), oltre dei decessi (+13,1%). Dal 6 ottobre ben otto Regioni hanno tassi di ospedalizzazione per 100'000 abitanti superiori alla media nazionale di 6,5%: "Lazio (13,9%), Liguria (13%), Campania (9,2%), Sardegna (8,8%), Sicilia (7,9%), Piemonte (7,1%), Abruzzo e Puglia (6,6%)".

Il piano Crisanti - che prevedeva 300mila tamponi al giorno - è rimasto ad oggi un miraggio e le conseguenze sono rappresentate dal numero elevato di richieste, dal fatto che gli istituti sanitari non riescano a smaltirle e dal fatto che l'effetto collo di bottiglia che si viene a creare non faccia altro che favorire ancora la diffusione del contagio.

Secondo Gimbe gli strumenti per 'seguire' i movimenti del Covid non sono stati potenziati in misura proporzionale all'aumento della circolazione del morbo. Il tracing del Sars-CoV-2, allo stato attuale, non basta "sia per la crescita esponenziale dei nuovi casi, sia perché sarà in parte assorbita dalla diagnosi differenziale tra infezione da coronavirus e influenza stagionale".

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