Martedì, 20 Ottobre, 2020

Coronavirus a scuola, arrivano i chiarimenti del ministero

Fonte Shutterstock Fonte Shutterstock
Machelli Zaccheo | 26 Settembre, 2020, 01:38

Se il test diagnostico è negativo, in paziente sospetto per infezione da SARS-CoV-2, secondo sua precisa valutazione medica, il pediatra o il medico curante, valuta il percorso clinico/diagnostico più appropriato (eventuale ripetizione del test) e comunque l'opportunità dell'ingresso a scuola. Nella circolare sono presi in esame quattro casi diversi a seconda di come si manifestano i sintomi. In caso di patologie diverse da COVID-19, con tampone negativo, il soggetto rimarrà a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni e si redigerà una attestazione che l'alunno o operatore scolastico può rientrare a scuola poiché stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per COVID-19 come disposto da documenti nazionali e regionali. Gli altri due sono gli stessi ma associati al personale scolastico.

Tutte situazioni da tampone e nel documento è scritto chiaro che "gli operatori scolastici e gli alunni hanno una priorità". Sarà quest'ultimo ad avviare la ricerca dei contatti indicando le opportune azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica. Una volta trascorso a casa il periodo di decorso della malattia e confermata la guarigione, attestata da due tamponi negativi effettuati a distanza di 24 ore, il medico effettua il certificato per il rientro a scuola. E' il caso ad esempio di tre classi di altrettante scuole imperiesi: una dell'istituto tecnico Ruffini, di Imperia; una delle medie di Pieve di Teco e una della materna di Castelvecchio di Imperia, che sono state messe in quarantena, dopo che tre studenti sono stati trovati positivi al Coronavirus. I suoi contatti stretti non hanno bisogno di isolamento in quarantena, a meno che non venga deciso diversamente dal dipartimento di prevenzione.

Le Regioni maggiormente interessate sono, attualmente, la Lombardia (95 casi), l'Emilia Romagna (75), la Toscana (55) e il Lazio (49): a seguire ci sono il Piemonte con 33 e il Veneto con 29. Nella Capitale, le scuole coinvolte sarebbero già 19, a Bologna 14 e a Milano 13.

Altre Notizie