Mercoledì, 02 Dicembre, 2020

Il M5S e la debacle delle Regionali, siamo alla resa dei conti?

Referendum: il “Si” vince "Quello di oggi è un risultato storico, torniamo ad avere un parlamento normale"
Evangelisti Maggiorino | 25 Settembre, 2020, 09:13

Diego Fusaro ha in più occasioni ribadito che "il Movimento 5 Stelle è diventato ciò contro cui combatteva" e a giudicare dal drastico calo di consensi evidentemente non è l'unico a pensarla così.

Ma questa è solo una parte del mondo pentastellato. Bisogna essere cauti altrimenti rischiamo di commettere un errore.

Un cambiamento che il Paese aspettava da quarant'anni e che il M5S ha realizzato. La seconda possibilità, invece, è quella di una leadership collegiale, da votare anche in questo caso online ma dopo un cambio di statuto. Un risultato che porta l'Italia a guadagnare ulteriore credibilità internazionale in uno dei momenti più difficili della storia. Nella notte sono stati diffusi i risultati definitivi: in tutte le 61.622 sezioni per il referendum costituzionale, il Sì ha ottenuto 17.168.498 voti pari al 69,64%, mentre il No ha totalizzato 7.484.940, pari al 30,36%. "È campano il ministro degli Esteri, il presidente della Camera, il ministro dell'Ambiente, il ministro dello Sport eppure abbiamo preso il 10%".

Ma vediamo quali sono i numeri citati da Di Battista.

Referendum: il “Si” vince

Nelle Marche, correndo da soli, il Movimento è sceso dal 19% al 7%. Un percorso a tappe, anche se non ci sarebbero date già fissate.

"In questo momento, parlare di alleanze è profondamente sbagliato", dice allargando il discorso. Oppure sceglieranno di defilarsi, giocheranno al "mi si nota di più se non entro o se entro"? "Se c'è una cosa sgradevole nelle elezioni è che poi sembra che abbiano vinto tutti".

"Tra 2 anni e mezzo, quando si rivoterà, sarà più facile la restaurazione". Dal canto suo il segretario del PD, (altro partito della maggioranza di governo), Nicola Zingaretti, si esprime così: "Con la vittoria del Sì si apre una stagione di riforme e faremo in modo che questa stagione vada avanti spedita nelle prossime settimane". Poi ha aggiunto: "L'idea è che siano i portavoce che scelgono autononamente singoli soggetti per la commissione (per gli Stati Generali, ndr)". Tutti si devono poter esprimere per una nuova agenda per ricostruire la comunità. Non si tratta di essere disfattisti, abbiamo perso dovunque -ribadisce-: dove sono andato io, dove non sono andato, dove abbiamo fatto i moderati, dove abbiamo fatto i duri e puri, dove abbiamo fatto una coalizione. "Non si può nascondere la polvere sotto il tappeto". Gli Stati generali rischiano di risolversi in una vera esplosione.

"Per il M5S non è una questione di nomi, ma di identità e di comunità".

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