Martedì, 01 Dicembre, 2020

Mike Pompeo attacca il Vaticano: non rinnovi l'accordo con la Cina

Il ministero degli Affari esteri della Federazione Russa Annuncio del ripristino delle sanzioni contro l'Iran è una messinscena- Min. Esteri russo Sputnik. Aleksey Filippov
Evangelisti Maggiorino | 23 Settembre, 2020, 21:53

Non è sufficiente che il Vaticano abbia tenuto una posizione assai prudente, sicché l'accordo in pratica viene prorogato mantenendo la formula "ad experimentum"; per questo il messaggio lanciato da Washington chiarisce che neppure tale soluzione può armonizzarsi, in qualche modo, con la strategia anti-cinese portata avanti da Trump.

La "scivolata" del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, sul Papa che perderebbe la sua autorevolezza in caso di rinnovo dell'accordo tra Santa Sede e Cina potrebbe benissimo ottenere il risultato contrario rispetto a quanto sperato. Dopo i dazi, è in corso una vera battaglia Usa-Cina che riguarda anche TikTok, oltre alla diffusione della tecnologia 5G, ma che ora passa persino dalla Santa Sede. "Il Vaticano metterebbe a rischio la sua autorità morale, se rinnovasse l'accordo", ha scritto Pompeo in un tweet che rilancia un articolo a sua firma sulla prestigiosa rivista 'First Things'. Scrive Pompeo: "A distanza di due anni, è chiaro che l'accordo Cina-Vaticano non ha difeso i cattolici dalle depredazioni del partito, per non parlare dell'orrendo trattamento dei cristiani, dei buddisti tibetani, dei fedeli del Falung Gong, e di altri credi religiosi".

Il segretario di Stato Usa ricorda che "molte nazioni si sono unite agli Stati Uniti contro l'aumento delle violazioni dei diritti umani, libertà religiosa inclusa, da parte del regime cinese". Cioè spingere Vaticano e Pechino verso l'intesa. La Santa Sede ha accettato che avvenga da parte dei rappresentanti della diocesi insieme all'Associazione patriottica, mentre il governo cinese ha ammesso che la decisione finale spetta al Pontefice, che la sancisce con una lettera di nomina. "Se il Partito comunista cinese riuscirà a mettere in ginocchio la Chiesa cattolica e le altre comunità religiose, i regimi che disprezzano i diritti umani saranno incoraggiati e il costo della resistenza alla tirannia aumenterà per tutti i coraggiosi credenti religiosi che onorano Dio al di sopra dell'autocrate del giorno", ha dichiarato Pompeo. Insomma, sarebbe in pericolo l'incolumità stessa dei cattolici in Cina.

Le relazioni diplomatiche tra il Vaticano e la Cina non sono tra le più facili e rosee, ma sembra che negli ultimi anni si siano aperti degli spiragli per il dialogo. L'accordo sulla nomina dei vescovi, scaduto il 22 settembre, dovrà essere rinnovato entro un mese.

"I cattolici sono tra le voci più forti di Hong Kong per i diritti umani - ha continuato il segretario di stato -, compresi Martin Lee e Jimmy Lai".

Il 29 settembre Pompeo visiterà il Vaticano e proverà a giocare le sue carte per convincere la Chiesa a fare un passo indietro.

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