Lunedi, 19 Ottobre, 2020

Scuola in presenza? No, indagine di "Almadiploma" premia la didattica a distanza

Rientro a scuola, mancano le aule: torna la didattica a distanza? RIAPERTURA SCUOLE: LA CAMPANA SUONA PER 34 MILA STUDENTI SUPERIORI
Evangelisti Maggiorino | 13 Settembre, 2020, 06:40

Da allora dirigenti scolastici, personale ATA, insegnanti e alunni sono stati catapultati in una realtà sconosciuta o quasi. Il Ministero dell'Istruzione ha avviato la procedura della didattica a distanza (DaD): il remote learning è così diventato la quotidianità. In numeri, gli studenti degli istituti e dei licei modenesi sono complessivamente 34.636, suddivisi in 1.490 classi. L'indagine è stata avviata durante le ultime settimane dell'anno scolastico 2019/20, precisamente a partire dal 29 maggio 2020. Non manca qualche criticità legata principalmente ai limiti dell'apprendimento a distanza e alle relazioni interpersonali, oltre alle preoccupazioni relative al futuro occupazionale. A compilare il questionario relativo alla DaD, 23.305 alunni per un tasso di compilazione pari al 31,8%.

Tutte le istituzioni scolastiche hanno prodotto un enorme sforzo organizzativo, nel corso dei mesi estivi, per garantire che la ripresa delle attività didattiche possa avvenire nella massima sicurezza possibile al fine di tornare ad assicurare nel modo più compiuto possibile il diritto alla formazione dei nostri giovani. "Altrettanto chiaramente, però, hanno affermato che è stata un'esperienza faticosa e non sempre efficace". Così come per gli effetti della DaD in termini di carico di studio, capacità di concentrazione e efficacia dello studio. Il 79,6 per cento degli studenti, quindi una netta maggioranza, ha dichiarato che durante la didattica a distanza i compiti sono aumentati rispetto alle lezioni tradizionali: mentre per il 54,8 per cento, sebbene aumentato, il carico è stato comunque sostenibile, per una piccola minoranza, il 24,7 per cento, il carico degli studi non è stato invece sostenibile.

Altro importante dato riguarda le opinioni degli studenti rispetto agli insegnanti. Ci siamo preparati ad affrontare i problemi ad uno ad uno.

La dirigente scolastica del Da Vinci Valentina Cannizzaro
La dirigente scolastica del Da Vinci Valentina Cannizzaro

Guardando al futuro poco meno di un terzo degli studenti (31,6%) ritiene che sarebbe utile continuare a usare la didattica a distanza, insieme alle lezioni in aula, anche dopo l'emergenza del Covid-19.

Sulla questione si è espresso anche il presidente dell'Associazione nazionale dei presidi del Lazio, il quale ha dichiarato: "Abbiamo le linee guida che consentono la didattica digitale integrata alle scuole superiori ma a decidere nella singola scuola devono essere il consiglio d'istituto e il collegio dei docenti: si tratta di una tipica questione che riguarda la fase organizzativa e quella formativa".

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