Lunedi, 19 Ottobre, 2020

Guerra alla Brexit, l'UE minaccia azioni legali - Ultima Ora

Brexit Johnson contiene per ora rivolta ma non è finita Brexit Johnson contiene per ora rivolta ma non è finita +CLICCA PER INGRANDIRE
Evangelisti Maggiorino | 12 Settembre, 2020, 20:38

Il Regno Unito e il Giappone hanno trovato un accordo post-Brexit. "L'Ue resta impegnata in un ambizioso partenariato futuro con il Regno Unito". Un vero e proprio ultimatum che scade alla fine di settembre. "L'accordo di recesso e il protocollo dell'Irlanda del Nord non sono come nessun altro trattato". Per comprenderlo bisogna fare un passo indietro.

Non sono partite affatto bene le nuove consultazioni sulla Brexit. L'accordo tra Gb e Ue prevede che l'Irlanda del Nord resti nel mercato unico. Soltanto una frazione in rapporto a quello perso con l'Ue. Questo violerebbe la legge internazionale e minerebbe la fiducia.

Nel frattempo, secondo quanto rivelato dal Financial Times, il capo del dipartimento legale del governo britannico, Jonatan Jones, ha lasciato la sua carica in aperta polemica con le posizioni assunte dal governo britannico rispetto alla trattativa con l'Ue per il raggiungimento dell'accordo economico post-Brexit. Inoltre la proposta di legge concederebbe al governo britannico la libertà di interpretare in modo estensivo le regole europee sugli aiuti di stato (soprattutto in merito all'Irlanda del Nord), anche non seguendo le direttive/interpretazioni della Corte di Giustizia europea.

Uno scenario che preoccupa molto Confagricoltura: "Senza un accordo commerciale tra Unione europea e Regno Unito, - afferma il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - dobbiamo prepararci a gestire una fase di instabilità sui mercati agricoli dell'Unione. Pacta sunt servanda (i patti devono essere rispettati ndr.)" e sono "il fondamento di prospere relazioni future". "Alla fine hanno deciso di premere il bottone", scrive Kuenssberg. Potrebbe trattarsi di una strategia negoziale 'al rialzo' per ottenere le massime concessioni possibili da Bruxelles.

Johnson vive un momento complicato sia con il suo partito che con l'UE dopo aver rivelato che il suo governo è pronto a violare gli impegni con l'UE sul confine irlandese.

In ogni caso è una scommessa e, come per ogni scommessa, Johnson rischia di perderla pagandone il prezzo: il mancato accordo. Non sarebbe, infatti, il caso di prevedere meccanismi di sorveglianza e sanzionatori più stringenti di quelli in corso di negoziazione? Un punto dell'accordo mai digerito da Boris Johnson che di fatto nella battaglia per la Brexit dovrebbe sacrificare il Paese.

Contro di lui si è tuttavia scagliato il capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell'Snp, Ian Blackford, che ha evocato ricorsi giudiziari contro una legge "che viola sia il diritto internazionale sia le leggi nazionali" e rappresenta anche "un attacco alla devolution" della Scozia.

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