Mercoledì, 23 Settembre, 2020

Arrestato il figlio dello storico boss Tano Badalamenti. Sarà estradato in Brasile

Mafia, arrestato Leonardo, figlio secondogenito del boss Tano Badalamenti Arrestato Leonardo Badalamenti E' ricercato in Brasile
Evangelisti Maggiorino | 05 Agosto, 2020, 19:51

Arrestato dalla Direzione Investigativa Antimafia Leonardo Badalamenti, figlio dello storico boss di cosa nostra Tano.

Per l'autorità giudiziaria di San Paolo Badalamenti junior è latitante dal 2017, quando era stato spiccato un ordine di arresto da parte dell'autorità di Barra Funda (Brasile), per associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica. Gli investigatori del Centro Operativo della DIA hanno rintracciato Badalamenti nell'abitazione della madre.

In attesa della formalizzazione delle procedure di estradizione in Brasile è stato rinchiuso nel carcere Pagliarelli.

La Corte d'appello di Palermo ha già convalidato l'arresto: entro venerdì ci sarà l'interrogatorio di garanzia e per Badalamenti jr, 60 anni, la via per il ritorno da detenuto in Brasile è spianata.

In Brasile Leonardo Badalamenti andava in giro con il nome di Carlos Massetti e si spacciava per un uomo d'affari. Il fermo nell'ambito di un'operazione che portò all'arresto di altre 19 persone accusate, in concorso, di associazione mafiosa, corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e trasferimento fraudolento di valori. Nel paese aveva fatto registrare all'anagrafe il suo primo figlio chiamandolo Gaetano, come suo nonno.

Sull'uomo pesavano anche altre indagini su presunti illeciti di carattere finanziario attraverso l'intermediazione di un funzionario corrotto del Banco centrale. Inoltre, è stato anche coinvolto in una tentata truffa ai danni di alcune tra le più grandi banche d'investimento del mondo, come la Hong Kong Shangai Bank, La Lehman Brothers e la Hsbc, per un importo complessivo di centinaia di milioni di dollari. Ad arrestare il figlio di don Tano sono stati gli uomini della Dia di Palermo coordinati dal reparto 'Investigazioni giudiziarie' in collaborazione con il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip) e la polizia brasiliana.

Assieme alla famiglia di origine, compreso il padre Gaetano, riconosciuto in seguito mandante dell'omicidio di Peppino Impastato, Leonardo Badalamenti aveva trovato rifugio in Sudamerica nei primi anni Ottanta per scampare alla guerra di mafia scatenata dai Corleonesi per il controllo di Cosa nostra. Più che di un conflitto si trattò della sistematica eliminazione fisica di tutti coloro che, appartenenti allo schieramento opposto, potevano rappresentare un ostacolo ai progetti di conquista totale della mafia da parte di Totò Riina, Leonardo Provenzano e Leoluca Bagarella.

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