Martedì, 04 Agosto, 2020

Eni chiude il primo semestre del 2020 con una perdita netta

Eni taglia dividendo dopo perdita netta trim2 peggiore di sempre Effetto Covid-19 su Eni? Descalzi aggiusta il tiro su costi e investimenti
Esposti Saturniano | 02 Agosto, 2020, 08:28

A fronte del mutato contesto economico, Eni ha annunciato la revisione della politica di remunerazione degli azionisti.

Quanto ai dati di bilancio, nel II trimestre risultano comunque superiori rispetto alle attese.Secondo il consensus degli analisti, l'utile operativo adjusted era previsto di -0,65 mld (contro -0,43 mld registrato), l'utile netto adjusted di -0,93 mld (-0,71 mld registrato) e la produzione di 1.692 kboe/g, contro i 1.713 kboe/g registrati dalla società.

ENI ha comunicato i risultati del primo semestre 2020, che hanno risentito della forte volatilità registrata dal prezzo del petrolio nella prima metà dell'anno e della drastica riduzione della domanda, in conseguenza al lockdown deciso per frenare l pandemia da Covid-19.

Per il colosso italiano il risultato operativo adjusted mostra una perdita di 0,43 miliardi nel secondo trimestre (utile operativo adjusted di 2,28 miliardi del periodo di confronto) e nel semestre di 0,87 miliardi (-81% rispetto al 2019). Alla stessa data ENI poteva disporre di una riserva di liquidità di circa 17,7 miliardi di euro, di cui 6,5 miliardi di attivi di tesoreria, 6 miliardi investiti in attività liquide, 0,5 miliardi di crediti finanziari a breve e 4,7 miliardi di linee di credito committed. Il flusso di cassa netto da attività operativa adjusted pari a 3,26 miliardi nel semestre (-52% dal corrispondente periodo 2019); 1,31 miliardi nel trimestre (-61%). "Nel periodo che definisco il peggiore nella storia dell'industria Oil&Gas, colpita dagli effetti della pandemia e della guerra dei prezzi, la reazione di Eni è stata pronta e radicale". La componente variabile del dividendo è quantificata in funzione della media Brent attesa per ciascun anno ed è calcolata come percentuale crescente, tra il 30% e il 45%, del free cash flow incrementale generato dallo scenario (+900 milioni di euro ogni +5 dollari/barile del Brent) per prezzi Brent superiori ai 45 dollari/barile e fino a 60dollari/barile.

La cifra dell'aggiornamento della strategia Eni è stata fornita dallo stesso ceo Descalzi.

In particolare "sono state identificate azioni di contenimento dei costi di funzionamento 2020 per 1,4 miliardi senza compromettere l'attuale occupazione, mentre gli investimenti sono stati ridotti di 2,6 miliardi principalmente nel business Upstream che risulta il più colpito dagli effetti della crisi". Non solo. Nel 2021 ci sarà una riduzione dei costi pari a 1,4 miliardi di euro e degli investimenti pari a 2,4 miliardi di euro (invece dei 2,5-3,0 miliardi di euro annunciati precedentemente), a fronte di una revisione della produzione a circa 2 milioni di barili equivalenti al giorno al 2023, con picco al 2025 con circa 2,05 - 2,10 milioni di barili equivalenti al giorno.

Altre Notizie