Martedì, 04 Agosto, 2020

Oim: tre migranti uccisi dalla guardia costiera in Libia, altri 5 feriti

Un gommone carico di migranti al largo della Libia Un gommone carico di migranti al largo della Libia +CLICCA PER INGRANDIRE
Evangelisti Maggiorino | 30 Luglio, 2020, 15:51

"LA Guardia Costiera libica non può essere un partner dell'Italia nei soccorsi in mare". I migranti erano stati intercettati in mare e riportati a terra dalla Guardia Costiera libica.

Non si può quindi parlare di "invasione dei migranti", perchè "la percentuale di queste persone in fuga che arriva da noi è bassissima rispetto al totale", ha precisato l'Alto commissario, portando poi l'esempio dell'Uganda che, "solo pochi giorni, fa ha aperto le frontiere a migliaia e migliaia di rifugiati in arrivo dal Congo". "Di che altro abbiamo bisogno per riconoscere che la famosa guardia costiera libica che noi aiutiamo a formare e finanziamo è fatta di miliziani che non conoscono i diritti umani?"

EMERGENCY è un'associazione indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.

E' quello che ha detto la deputata di Italia Viva Giusy Occhionero, in merito alla tragica notizia arrivata dalla Libia, dove 3 migranti sudanesi sono stati uccisi e altri feriti in una sparatoria nei pressi di Tripoli, durante le operazioni di sbarco. Senza pensarci due volte, la guardia costiera libica ha sparato ad alzo zero. "Le altre persone sbarcate sono state trasferite in un centro di detenzione" (ANSA). "La sofferenza dei migranti in Libia è intollerabile", afferma il capo della missione Oim in Libia, Federico Soda. "L'utilizzo di una violenza eccessiva ha causato ancora una volta delle morti senza senso, in un contesto caratterizzato da una mancanza di iniziative pratiche volte a cambiare un sistema che spesso non è in grado di assicurare alcun tipo di protezione".

L'Organizzazione ha ribadito che "la Libia non è un porto sicuro" e ha lanciato nuovamente un appello all'Unione Europea e alla comunità internazionale "affinché si agisca con urgenza per fermare i ritorni in Libia di persone vulnerabili". Le testimonianze sono univoche e ci dicono che siamo complici volontari di crimini contro l'umanità.

Il personale dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, (Oim), presente sul posto al momento della sparatoria, avrebbe riferito quanto avvenuto.

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