Domenica, 20 Settembre, 2020

"Ho dato io fuoco alla cattedrale di Nantes". Un rifugiato ruandese confessa

La cattedrale di Nantes "Sono stato io ad appiccare il fuoco": incendio nella cattedrale di Nantes, confessa il volontario
Evangelisti Maggiorino | 28 Luglio, 2020, 02:36

Ha confessato davanti al magistrato che lo interrogava di essere l'autore dell'incendio che il 18 luglio ha danneggiato la cattedrale di Nantes il volontario della diocesi arrestato ieri per la seconda volta.

"Il mio cliente ha collaborato", ha detto al quotidiano locale Presse-Océan Quenin Chabet, l'avvocato di Emmanuel, 39 anni, il ruandese che - da volontario della diocesi - aveva avuto l'incarico di chiudere la cattedrale la sera prima dell'incendio.

L'uomo ha spiegato di aver acceso tre fuochi: due agli organi della cattedrale e uno a un quadro elettrico. Secondo il rettore della cattedrale, Hubert Champenois, il volontario "serviva la messa" ed era spesso incaricato della pulizia o della chiusura della cattedrale. La polizia lo aveva preso in custodia la prima volta il 18 luglio per poi rilasciarlo il giorno dopo. Gli inquirenti non avevano trovato traccia di effrazione sulle porte di accesso all'edificio.

Ora rischia una pena di dieci anni di reclusione e una multa di 150mila euro. Sembra che negli ultimi mesi, infatti, il ruandese fosse molto contrariato per le difficoltà nell'ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno in Francia.

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