Martedì, 11 Agosto, 2020

Recovery Fund, cosa prevede l'accordo

Recovery Fund nuova proposta da 390 miliardi per gli aiuti. Il fronte dei frugali si spacca Aiuti Ue, perché continua il braccio di ferro
Evangelisti Maggiorino | 21 Luglio, 2020, 13:54

In aggiunta alla impressionante valanga di quattrini gettati nel pozzo senza fondo della spesa corrente che sta caratterizzando l'attuale legislatura, di cui soprattutto i grillini si fanno un gran vanto, tra i 43 Paesi più industrializzati del globo l'Italia in questo momento si trova all'ultimo posto sul piano della crescita. Ma l'accordo apre un doppio fronte, a livello comunitario e all'interno della maggioranza. Lo ha precisato il premier Giuseppe Conte nel punto stampa con cui ha annunciato l'accordo raggiunto tra i leader europei sul fondo per la ripresa e sul bilancio dell'Unione europea relativo al periodo 2021-2027. Anche se le sovvenzioni scendono sotto la soglia "psicologica" dei 400 miliardi, non riducono di molto la parte destinata ai piani di rilancio rispetto alla proposta iniziale, i paesi mediterranei possono dirsi sicuramente soddisfatti. Un risultato possibile nonostante il taglio complessivo dei sussidi nel Recovery fund (i "grants" scenderebbero da 500 a 390 miliardi), perché non sarebbero tagliati i due fondi di cui più beneficerebbe l'Italia, ovvero la Recovery and resilience facility e la ReactEu. Ora avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l'Italia con forza e cambiare volto al Paese. E durante lunga riunione che ha avuto ieri a Bruxelles con i leader dei paesi "frugali", il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rivolto al premier olandese Mark Rutte, ha sottolineato: "Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o che vi riguardi solo in parte. Di Mes abbiamo discusso tanto e immagino continueremo a parlarne ma il Mes non è il nostro obiettivo".

Grazie a una di queste gomitate, Rutte ha fatto cadere l'ipotesi avanzata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di lasciare al Governo comunitario il compito di decidere sui fondi, relegando i singoli Stati ad un ruolo marginale.

I successivi esborsi della Commissione saranno legati a una verifica degli obiettivi intermedi del PNR ed è qui che un singolo Stato dubbioso in merito alle riforme di Paesi colleghi potrà sollevare la questione richiedendo l'intervento del Consiglio per bloccare i soldi. Si tratterà di un gruppo di Paesi che rappresenterà il 35% della popolazione che potrebbe opporsi. Il verdetto finale sarà preso a maggioranza qualificata. A lungo si è parlato di "condizionalità" riguardo al Mes, ma per la porzione del Recovery "in prestito" la dinamica è la medesima.

Quarto giorno di trattative al Consiglio Europeo sul pacchetto Mff 2021-27-Recovery Plan.

All'Italia toccherebbero risorse per 209 miliardi invece dei 172 miliardi inizialmente calcolati. Conte, però, ci va con i piedi di piombo e, dopo la firma dell'accordo di Bruxelles, taglia corto: "La mia posizione non è mai cambiata". Tutta tattica. Le discussioni sono proseguite nella notte. Un piano che consentirà all'Italia di affrontare la crisi "con forza ed efficacia". Vincitori invece ce ne sono tanti.

Qual è il piano di Conte? Una prospettiva che avrebbe tolto molti vantaggi all'Olanda. Inoltre, sempre secondo Conte, potrebbero bastare i quasi 130 miliardi di prestiti che arriveranno con il Recovery Fund.

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