Domenica, 20 Settembre, 2020

E’ tensione su Autostrade, Conte avverte i Benetton. Renzi: "Propaganda"

Autostrade c'è la proposta al governo martedì si chiude Luigi Di Maio e il desiderio di un partito moderato alleato di Renzi
Esposti Saturniano | 15 Luglio, 2020, 15:41

Roma, 13 lug. (askanews) - " deprimente, per chiunque creda nella politica come arte delle decisioni, come coraggio delle scelte, ritrovarsi, ancora dentro il dibattito sulla revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia, che il Presidente del Consiglio ha scelto di rilanciare con un'intervista nientepopodimeno che al Fatto Quotidiano, house organ dei populisti di ieri e di oggi". Così il premier Giuseppe Conte, in una intervista alla Stampa. Riferendosi al crollo del ponte Morandi, che provocò 43 vittime, il Premier ha ribadito di non voler sacrificare "il bene pubblico per i loro interessi" (dei Benetton, Ndr). "Non è lo Stato che deve soldi ai Benetton, ma viceversa". Questo puoi farlo al bar: la verità è che con la revoca si danno i miliardi a Benetton.

"Questione Autostrade. I populisti chiedono da due anni la revoca della concessione". Facile da dire, difficile da fare. "Perch ci sono scritti sopra i miliardi che devono dare a Benetton".

Il suo recente auto-revisionismo e riposizionamento politico sono radicati nel desiderio di trasformare il Movimento Cinque Stelle in una forza che possa catalizzare l'elettorato contesto da Renzi, Calenda, Berlusconi e anche il Pd.

Ora che della sua alleanza con il leader della Lega Matteo Salvini rimane poco o niente, Di Maio, come riporta il Corriere "preferisce interlocuzioni moderate, come le sue ambizioni politiche del futuro prossimo". Un vero e proprio ultimatum da parte del Presidente che invita alla revoca della concessione con lo Stato, normata nel 2007.

"A dire la verità - spiega ancora Renzi - si perdono forse punti nei sondaggi, ma si salvano le nuove generazioni da miliardi di debiti". Operazione trasparente, società quotata, progetto industriale globale. "Il populismo urla slogan, la politica propone soluzioni", lo scrive su Facebook. Titubante a riguardo la deputata Iv Raffaella Paita: "Noi pensiamo che la revoca sia un atto tecnicamente difficile e rischiosissimo, con ricorsi e contenziosi che pagheranno i cittadini".

Soluzione, questa, che sembrerebbe soddisfare anche i vertici di Atlantia. Carlo Bertazzo sottolinea come Atlantia non abbia alcuna "intenzione di uscire da Aspi, ha riconosciuto gli errori e ora vuole avere l'orgoglio e la pazienza di rimediare, anche con altri soci" e conferma la disponibilità da parte della società di cedere la maggioranza del capitale azionario (quindi scendere sotto il 51% della quota in Autostrade per l'Italia).

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