Sabato, 10 Aprile, 2021

Papa Francesco ricorda Lampedusa: "È Dio che ci chiede di poter sbarcare"

Libia denuncia del Papa Inferno nei lager di detenzione ma ci danno versione distillata Migranti, il grido del Papa: "E' Dio stesso che chiede di sbarcare da quelle navi"
Deangelis Cassiopea | 12 Luglio, 2020, 14:08

Il popolo di Israele aveva sperimentato come prosperità e ricchezza lo avessero allontanato dal Signore, riempiendogli il cuore di "falsità e ingiustizia", evidenzia il Papa. E ancora: "Le tante ingiustizie che spingono i migranti a lasciare le loro terre sono peccati da cui anche noi, cristiani di oggi, non siamo immuni".

Oggi il suo pensiero si è fermato su quei momenti. Dice il profeta: "'Seminate per voi secondo giustizia e mieterete secondo bontà; dissodatevi un campo nuovo, perché è tempo di cercare il Signore, finché egli venga e diffonda su di voi la giustizia'".

La Libia è un "inferno", un "lager" e "ci danno la versione distillata" ha detto il Pontefice. Un incontro allora molto emozionante per il musicista, che lo raccontò poi un'intervista per i 90 anni, "Nella vita ho pianto due volte, per Mission e per papa Francesco" (ANSA). "L'incontro con l'altro - infatti - è anche incontro con Cristo". Nel suo volto possiamo riconoscere quello "dei poveri, degli ammalati, degli abbandonati e degli stranieri che Dio pone nel nostro cammino". Ha detto: "C'erano degli interpreti". È Lui che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito, chiedendo di poter sbarcare. 'Tutto quello che avete fatto.', nel bene e nel male!

"Questo monito - ha aggiunto - risulta oggi di bruciante attualità. Dovremmo usarlo tutti come punto fondamentale del nostro esame di coscienza, quello che facciamo tutti i giorni". "Penso alla Libia, ai campi di detenzione, agli abusi e alle violenze di cui sono vittime i migranti, ai viaggi della speranza, ai salvataggi e ai respingimenti", l'elenco stilato dal Papa: "Tutto quello che avete fatto... l'avete fatto a me".

Il lutto per l'immensa perdita di Ennio Morricone ha coinvolto anche Papa Francesco, che ha telefonato personalmente alla vedova del grande compositore, Maria Travia, per esprimere il suo cordoglio.

"Io ricordo quel giorno di sette anni fa, proprio al Sud dell'Europa, in quell'isola".

"Alcuni - ha riferito il Papa, parlando dei migranti - mi raccontavano le proprie storie, di quanto avevano sofferto per arrivare lì e c'erano degli interpreti". Quando sono tornato a casa, il pomeriggio, nella reception, c'era una signora - pace alla sua anima, se n'è andata - che era figlia di etiopi. Capiva la lingua e aveva seguito l'incontro.

"Con lo scorrere del Pontificato, vediamo che la comune appartenenza alla fratellanza umana viene declinata in tutta la sua multiforme dinamicità, spaziando dal terreno ecumenico a quello interreligioso, dalla dimensione sociale a quella politica". Ci danno una versione distillata sulla guerra.

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