Martedì, 04 Agosto, 2020

Coronavirus, la possibile scelta di Conte: stato emergenza oltre il 31 luglio

Coronavirus, stato di emergenza: si va verso la proroga al 31 dicembre “Pronto a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre”
Cacciopini Corbiniano | 10 Luglio, 2020, 22:37

Le ordinanze sono emanate dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, se non è diversamente stabilito con la deliberazione dello stato di emergenza. Ma faccio una riflessione: "lo stato di emergenza non significa che non teniamo sotto controllo il virus".

La proroga permetterà a Palazzo Chigi di fare ricorso a nuovi Dpcm, strumenti legislativi che non hanno bisogno di passare dal varo delle Camere, al contrario dei decreti.

Il Premier venerdì si trovava a Venezia per il primo innalzamento delle dighe mobili - il MOSE - e a margine ha ammesso che "ragionevolmente, ci sono le condizioni per proseguire lo stato di emergenza per il Coronavirus dopo il 31 luglio". C'è poi un altro aspetto: l'ombrello dello stato d'emergenza conferisce alla Protezione civile un ruolo ancora più centrale. "Non tutto è stato ancora deciso, ma ragionevolmente si andrà in questa direzione". Si tratta di un scenario che vede favorevole il M5S, a partire dal dicastero della scuola guidato da Lucia Azzolina, fino al Partito democratico. La deputata di Forza Italia Deborah Bergamini su Twitter definisce la proroga "una necessità condivisibile. Per questo motivo - ribadisce il deputato Pd - ci attendiamo che venga a esporre preventivamente le sue ragioni". "Siamo di fronte a una modalità di uno squallore assoluto, cosa non si fa per salvare la poltrona".

Una spaccatura attraversa invece il centrodestra, con Matteo Salvini che dice "no grazie".

E la proroga, secondo quanto riportato dai media nazionali, si estenderebbe fino al 31 dicembre. Una fattispecie - non contemplata in Costituzione, ma regolamentata da una legge del 92 - che viene dichiarata dal consiglio dei ministri su proposta del presidente. "Gli Italiani hanno dimostrato buon senso - ha aggiunto -, meritano fiducia e rispetto, adesso vogliono vivere, lavorare, amare". Il provvedimento varato aveva scadenza di sei mesi, vale a dire luglio 2020, ed era stato emanato dopo l'accertamento dei primi due casi di coronavirus presenti sul territorio italiano, vale a dire i due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani.

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