Sabato, 08 Agosto, 2020

Governo da trivial pursuit. Giorgia Meloni ridicolizza Conte

La piazza della destra è viva e rappresenta milioni di italiani Governo da trivial pursuit. Giorgia Meloni ridicolizza Conte
Deangelis Cassiopea | 05 Luglio, 2020, 21:23

È chiaro, quello che abbiamo visto ieri in piazza del Popolo a Roma ha rappresentato solo in scala "distanziata" e più che forzatamente ridotta ciò che scorre in realtà nelle vene di milioni di italiani alle prese con il governo del tirare a campare e dei decreti rilancio "che rilanciano solo l'attività economica degli scafisti", come ha evidenziato - con amara ironia - Giorgia Meloni. Rendendo molto più grottesche le accuse di Giorgia Meloni, che di fronte alle limitazioni imposte dalla pandemia aveva gridato allo scandalo. Tutto si è svolto come da copione: ingressi contingentati, mascherine e misura della temperatura ai militanti ai varchi di entrata. Anche perché di folle da gestire nemmeno l'ombra. Anche quelli che dividono, come il Mes, il Meccanismo europeo di stabilità che divide maggioranza e opposizioni: FI a favore, Lega e FdI contro. In più, dice, "mi preoccupa un governo litigioso e confuso, mi preoccupa la scuola, avere un ministro come l'Azzolina è un problema. Io non credo che 36 miliardi di euro che posso raccogliere sul mercato valgano la troika in casa", ha concluso Meloni, facendo riferimento alle istituzioni internazionali (Commissione Ue, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale) cui viene demandata la sorveglianza sulle politiche degli Stati debitori a rischio insolvenza. Insomma, la via maestra sono le elezioni. "Ma è ovvio che noi siamo alternativi alla sinistra". Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega: uniti nella contrarietà al Governo.

Il dialogo col Governo? "Noi facciamo paura, perché loro sono le élite e noi siamo il popolo". Sono state falcidiate tutte le nostre proposte. Contro ogni violenza senza se e senza ma: "i delinquenti devono stare in galera e - nel caso di immigrati - dopo la cella ci dev'essere l'espulsione". "Per dialogare bisogna essere in due", le fa eco il segretario leghista, ultimo a parlare e ancora leader in pole position per la guida della coalizione e del futuro governo di centrodestra, che nel suo intervento dal palco indica alcuni degli interlocutori del blocco sociale e politico sul quale punta per arrivare in futuro a palazzo Chigi. "Equitalia non rompa le palle a famiglie e imprese italiane", tuona. Infine si schiera "col cuore" con le proteste delle associazioni "pro-vita" contro la legge anti-omofobia in discussione in Parlamento.

"Ho letto una surreale intervista al presidente olandese, che dice che l'Italia deve imparare a fare da sola". "I nomi - risponde - sono scelti da tutta la squadra e mi piacerebbe che in tutte le città al voto ci fosse qualcuno che si fa avanti senza tessere di partito in tasca".

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