Sabato, 08 Agosto, 2020

Coronavirus, Zaia: "Il paziente serbo è morto" ma non è tutto…

Grave l'imprenditore positivo che ha rifiutato il ricovero: "Faremo il Tso (ma non per i matti) a chi non vuole essere ricoverato, quando necessario"
Evangelisti Maggiorino | 05 Luglio, 2020, 20:35

Poi ha fatto sapere che "la regione non ha facoltà di introdurre contravvenzioni autonomamente, ma mutua le leggi nazionali previste dal Dpcm", ha spiegato tornando a ribadire che "la regione non ha tanti poteri per l'utilizzo del Tso o l'introduzione del penale per la mancata osservanza dell'isolamento fiduciario".

Coronavirus, aumentano i cluster, mentre domani, lunedì, è attesa la nuova ordinanza del governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha promesso misure più restrittive. "Il virus ce lo siamo andati a prendere in Serbia e ce lo siamo portati a casa". "Il paziente zero serbo che lo aveva contagiato sembra sia deceduto mercoledì", ha rivelato il governatore del Veneto Luca Zaia sui nuovi casi in Veneto.

"Qui si corre contro il tempo, il sistema riesce a contenere i contagi soltanto se tutte le persone che sono venute a contatto con il positivo, peraltro in questo caso sintomatico, vengono isolate", ha quindi aggiunto. "Una persona infetta da coronavirus non può andare in giro". "Non sappiamo se si rende conto delle ripercussioni che creano le sue conferenze stampa, ma evidentemente forte dei sondaggi che lo vedono al 70% di preferenze non si cura delle conseguenze dirette ed indirette". Per far fronte a situazioni del genere, secondo Zaia, deve essere preso in considerazione il trattamento sanitario obbligatorio, da "usare in casi estremi per costringere le persone a stare a casa" e una semplificazione del suo ricorso.

Il Corriere della Sera riporta che è rimasto cinque giorni tra la gente e che si è accorto di avere la febbre a 38 quando è rientrato, facendo evidentemente riferimento al ritorno dal primo viaggio. Come rivelato da "La Repubblica" l'uomo si era recato in Serbia insieme a tre dipendenti per fare visita allo stabilimento. Li abbiamo tamponati tutti: "37 Verona, 28 Padova e 52 a Vicenza". In Serbia avrebbe incontrato un settantenne con sintomi di Covid, ora in ospedale, in terapia intensiva. E' stato stilato l'elenco dei contatti stretti e si è giunti al collega di Verona e di Padova dove ci sono 2 dei 5 casi. I tamponi sono risultati negativi ma verranno effettuati nuovamente verso la fine della prossima settimana per verificare il persistere della negatività.

Un comportamento, il suo, che ha spinto Zaia a segnalarlo alla Procura di Vicenza per valutare eventuali profili di colpevolezza da parte della persona che, pur sapendo di essere positivo, ha diffuso il contagio nella regione.

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