Sabato, 19 Settembre, 2020

Alcuni dipendenti WINDTRE indagati per servizi a pagamento non richiesti

Truffe nei servizi a pagamento su cellulari; perquisita la sede di Wind-Tre Servizi a pagamento attivati senza consenso: la Finanza nella sede di Wind Tre
Acerboni Ferdinando | 05 Luglio, 2020, 09:36

Questa mattina è infatti scattata un'operazione che ha portato a diverse perquisizioni e ispezioni informatiche eseguite dai militari Guardia di Finanza del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e della Squadra reati informatici della Procura. Una truffa per tutti gli utenti che si vedevano costi per servizi mai attivati e quindi mai richiesti.

Un business illecito che, per gli inquirenti, sarebbe da milioni di euro e con opportunità di guadagno anche mediante le attivazioni dei servizi VAS sulle connessioni mobili usate tra macchine per lo scambio di dati (le cosiddette machine to machine, M2M) senza alcun consenso da parte di utenti. Come potete capire non sono servizi che hanno una particolare attrattiva, almeno non più, ed è per questo che negli ultimi anni chi gestiva questi servizi si era ingegnato con metodi poco trasparenti sui metodi di attivazione.

Così venivano addebitati fraudolentemente importi non dovuti a "migliaia di clienti di tre delle principali compagnie telefoniche italiane: Wind Tre, Vodafone e Tim", dichiarano il procuratore di Milano Francesco Greco, l'aggiunto Eugenio Fusco e il sostituto Francesco Cajani, sottolineando che "il fenomeno è proseguito anche durante l'emergenza Coronavirus".

Bastava visitare una pagina web, talvolta con l'inganno di fraudolenti banner pubblicitari e, senza far nulla (Zero Click), ci si ritrovava istantaneamente abbonati a un servizio che prevede il pagamento di una somma di denaro sul conto telefonico ogni settimana o mese in cambio dell'accesso a contenuti come notizie, oroscopi, suonerie, meteo, gossip, video o altro. Gli indagati dovranno rispondere a vario titolo delle accuse di truffa, frode, intrusione abusiva a sistema telematico e tentata estorsione contrattuale.

Secondo quanto riferito da il Corriere della Sera, la Procura avrebbe proceduto con il sequestro di 12 milioni di euro.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, nella persona del Procuratore della Repubblica dott.

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