Lunedi, 03 Agosto, 2020

Piero Chiambretti corregge il tiro: "Ritiro dalla tv? No, torno e raddoppio"

Piero Chiambretti, progetti incerti a Mediaset: “Non so se tornerò” Piero Chiambretti addio: i fan sono disperati, ma la decisione è irreversibile
Deangelis Cassiopea | 04 Luglio, 2020, 04:25

Piero Chiambretti ha ufficialmente detto addio al mondo della televisione con una decisione irreversibile che lascia i fan sia senza parole sia molto delusi, ma comprensivi allo stesso tempo, nei confronti del noto conduttore che ha dato sicuramente tantissimo al mondo dello spettacolo con i suoi programmi sia irriverenti ma allo stesso tempo originali e ricchi di contenuti interessanti. Il presentatore ha poi detto che non sa se tornerà in televisione e che non ha ancora parlato con Mediaset per i suoi programmi della prossima stagione. Ricordiamo che lo showman è stato colpito dal coronavirus assieme alla madre Felicita che purtroppo non ce l'ha fatta, spegnendosi a 83 anni.

Ma poi sull'argomento è di nuovo intervenuto, questa volta sui social, il diretto interessato che ha scritto così: "Non lascio la tv anzi raddoppio mi tengo anche il frigo".

Per lui non è stato facile dichiarare tutto questo dal momento che, come sappiamo, è sempre stato molto, molto riservato riguardo alla propria vita privata. Chiambretti vorrebbe che l'anno prossimo portasse vita nuova: "Mi piacerebbe fare qualcosa che non ho mai fatto prima, di diverso: un programma in prima serata in cui i bambini si sostituiscono agli adulti".

Chiambretti precisa ancora: "Si dice sempre che loro saranno i grandi di domani, ma molte volte sono già i grandi di oggi. Dietro quelle due settimane in ospedale - ha aggiunto - ci sono la malattia, la morte di mia madre, il senso della vita che è cambiato, il ripensamento delle mie scelte professionali". Questa di massima sarebbe l'idea.

E' tornato all'ospedale Mauriziano di Torino dove è stato ricoverato il 15 marzo scorso e dove è morta la mamma.

Sono stati loro a contattarmi, gli angeli del pronto soccorso. Gli è stato chiesto di scrivere un libro su quella terribile esperienza, ma lui schivo com'è ha rifiutato: "Non amo rendere pubblico quello che è privato". Sui dettagli di quel che è veramente accaduto ha le idee chiare: meglio tenerli per se stesso ed evitare che possano diventare "un fenomeno da baraccone".

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