Martedì, 11 Agosto, 2020

Merkel in Ue: "Sei mesi difficili per salvare l'Europa"

Ue tutti i nodi da sciogliere sulla Presidenza tedesca del Consiglio Ue: Germania assume presidenza Consiglio - Politica - Nuova Europa
Evangelisti Maggiorino | 03 Luglio, 2020, 08:21

Una presidenza del Consiglio Ue molto difficile, in uno dei momenti più drammatici della storia recente non solo nel Vecchio continente ma in tutto il mondo, alle prese con una pandemia non ancora superata e una crisi economica senza precedenti ma al contempo molto ambizioso che si propone di disegnare un'Europa più equa, senza squilibri, sotto il segno del "green", della sostenibilità e dell'innovazione digitale. Si tratta con ogni probabilità dell'ultima grande sfida della Cancelliera tedesca prima del suo passo indietro sulla scena politica.

"Stiamo vivendo un momento serio - ha osservato Merkel -. Il nostro compito sarà quello di costruire ponti e trovare soluzioni che vadano a vantaggio di tutti in Europa", le ha fatto eco la settimana scorsa il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, citato dal portale ufficiale della presidenza tedesca, Eu2020.de. "Ma io sono ottimista", ha concluso sottolineando che "una crisi dagli effetti socio-economici così forti come quella attuale può fornire la chance per un ulteriore sviluppo dell'Unione europea".

Un momento eccezionale, che richiede da noi risposte eccezionali.

Sul fronte interno, Berlino si è già riposizionata, rispetto agli anni passati: sfilatasi a sorpresa dal fronte rigorista del Nord, si spende adesso per far ottenere ai paesi più colpiti dal Covid, e all'Italia in particolare, gli aiuti indispensabili perché "possano rimettersi sulle proprie gambe".

Un programma che si basa su un pilastro inattaccabile: la credibilità della Merkel. La decisione è italiana, come aveva detto la stessa cancelliera nell'intervista alla Stampa, che ha provocato reazioni in Italia.

La collaborazione con Roma è tornata ad essere d'importanza strategica, come spiegano delle fonti, e nei prossimi mesi si conta di ampliare il dialogo sul futuro in Europa, coinvolgendo ancora più a fondo il Sud e l'Est dell'Unione.

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