Martedì, 26 Gennaio, 2021

L'Europa riapre le frontiere a 15 Paesi ma non agli Usa

L'Ue riapre i confini a 15 Paesi, esclusi gli Stati Uniti Coronavirus, l’Ue riapre le frontiere: sì alla Cina, no agli Usa
Evangelisti Maggiorino | 01 Luglio, 2020, 13:36

L'elenco dei Paesi nei confronti dei quali le restrizioni dovrebbero essere rimosse comprende, oltre alla Repubblica Popolare Cinese (a patto che assicuri la reciprocità a tutta l'Unione), anche Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay. La raccomandazione e la lista negoziata venerdì scorso in Coreper dai rappresentanti permanenti sono state approvate per procedura scritta, a maggioranza qualificata, con il voto favorevole dell'Italia. La lista è sempre soggetta a revisioni: si prevedono "decisioni rapide nel caso in cui la situazione in un Paese terzo peggiori rapidamente". Anche la Cina non viene citata, ma per motivi differenti: i viaggi saranno consentiti solo se Pechino permetterà ai cittadini europei di raggiungere il paese senza alcuna restrizione.

Una scelta, quella presa a Bruxelles e che potrà essere rivista ogni due settimane in base all'andamento dell'epidemia, dettata dal timore di una nuova ondata di contagi, importati da quei Paesi dove il virus corre ancora velocemente.

I criteri applicati per selezionare i Paesi con cui riaprire le frontiere sono anzitutto di carattere epidemiologico.

Secondo Bruxelles non potranno arrivare in Europa nemmeno i cittadini di Brasile, Russia, India, Turchia e Israele. Considerati residenti nell'Ue i cittadini di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano. Uno Stato membro, inoltre, "non dovrà decidere di rimuovere le restrizioni ai viaggi non essenziali verso l'Ue per un Paese terzo senza che prima la rimozione delle restrizioni sia stata coordinata in linea con questa raccomandazione", riporta il testo approvato.

Nei giorni scorsi si è lavorato molto a un'intesa, con alcuni Paesi (come ad esempio Grecia e Portogallo) che spingevano per un'apertura più generalizzata in modo da salvare la stagione estiva e sostenere il turismo. Altri Stati membri, specialmente quelli del Nord, hanno insistito invece per limare l'elenco a un numero ristretto di Paesi. Alla fine però si è raggiunto un accordo, al quale avrebbero espresso l'assenso tutti i big, come Germania, Francia e Italia. La lista di paesi concordata andrà comunque aggiornata ogni quindici giorni considerando l'evoluzione della pandemia. Infine si guarda anche all'affidabilità delle informazioni, ad esempio rispetto ai test effettuati, le misure di contenimento e la tracciabilità dei contatti.

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