Lunedi, 19 Ottobre, 2020

Fmi: taglia pil dell'Italia 2020 a -12,8%, debito sale al 166%

Le stime del Pil riviste al ribasso in tutto il mondo  Fmi Le stime del Pil riviste al ribasso in tutto il mondo Fmi
Evangelisti Maggiorino | 25 Giugno, 2020, 14:39

Per il 2021 il pil è stato rivisto al rialzo al +6,3%, 1,5 punti percentuali in più rispetto a quanto previsto in aprile. Secondo l'Fmi il rapporto tra deficit e Pil nel nostro Paese risulterà pari al 12,7% quest'anno e al 7% il prossimo.

E' un crollo record - il più forte fra le 30 principali economie mondiali - quello che attende l'Italia nel 2020 a causa delle misure imposte dalla pandemia di coronavirus: dopo il già debole +0,3% del 2019, quest'anno il Pil italiano - secondo le nuove stime del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale - dovrebbe scendere del 12,8%, valore raggiunto solo dalla Spagna e paragonabile solo al -12,5% che dovrebbe registrare la Francia. Insomma, l'Fmi ammette che l'impatto del dramma COVID-19 sulla congiuntura sarà peggiore di quanto atteso fino a due mesi fa. Il deficit è atteso al 12,7% del pil quest'anno (8,3% la stima di aprile) e al 7,0% nel 2021 (3,5% la previsione di aprile). Debito sopra al 100% anche per Francia (125,7% nel 2020 e 123,8% nel 2021) e Spagna (123,8% e 124,1%).

Brusca frenata per Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna nel 2020. Rispetto ad aprile c'è un peggioramento del 3,7% delle stime per quest'anno e un miglioramento dell'1,5% per quelle del prossimo.

L'economia dell'area euro si contrarrà quest'anno del 10,2%, ovvero 2,7 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile. Il Fondo quindi cita i dati dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro: il calo delle ore lavorate nel primo trimestre rispetto al quarto trimestre del 2019 equivale alla perdita di 130 milioni di posti di lavoro.

L'economia mondiale si contrae quest'anno più delle attese registrando un calo del 4,9%, ovvero 1,9 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile. Le stime, peraltro, si basano sulla previsione - almeno nei Paesi dove la pandemia mostra livelli in calo - di persistenti misure di distanziamento sociale anche nel secondo semestre del 2020, oltre che di condizioni finanziarie che resteranno ai livelli attuali.

Il Pil mondiale recupererà poi nel 2021, salendo del 5,4%.

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