Lunedi, 19 Ottobre, 2020

Roma. Cartello via intitolata a George Floyd. Imbrattata statua Antonio Baldissera

Roma al Pincio imbrattato busto Baldissera “Generale razzista” Roma, vernice sul busto del generale: “Simbolo di violenza razzista e colonialismo”
Evangelisti Maggiorino | 21 Giugno, 2020, 14:26

Il primo è il nero ucciso a Minneapolis dalla polizia mentre il secondo è morto nei giorni scorsi a Porto Empedocle mentre cercava di raggiungere la Sicilia via mare. Dopo la manifestazione in piazza del Popolo l'azione è proseguita prendendo di mira le targhe delle strade: sono stati cambiati i nomi di via e di Largo dell'Amba Aradam intitolandole a George Floyd e a Bilal Ben Messaud.

Sullo sfondo delle proteste del movimento Black Lives Matter, gli attivisti antirazzisti della Rete Restiamo Umani hanno rivendicato il gesto contro il busto del generale attivo nella guerra coloniale in Eritrea, promettendo di "smantellare i simboli del colonialismo nella Capitale".

Sul posto sono alla fine intervenuti il Decoro urbano e la Polizia di Stato per far rimuovere i cartelli e gli striscioni affissi.

A rivendicare i gesti la rete Restiamo umani con un post su Facebook. "Abbiamo imbrattato per una ragione politica il busto di Baldissera e, comunque, si tratta di vernice lavabile".

E ancora. "Appare evidente - continua il post - la necessità di riportare una narrazione storicamente veritiera del colonialismo italiano, delle brutalità compiute da uomini che ancora oggi le nostre istituzioni continuano a celebrare come grandi personaggi che hanno plasmato la cultura di questo paese, rimuovendo la verità sulle violenze e gli stermini compiuti dagli italiani in Africa". La Digos ha acquisito i filmati e anche i messaggi sui social network, insieme con altri fotogrammi, per identificare chi fisicamente nella notte di giovedì ha imbrattato di vernice rossa il busto al Pincio dedicato al generale Antonio Baldissera, comandante delle truppe italiane in Abissinia e successivamente governatore di Roma in Eritrea alla fine dell'Ottocento, e ha poi colpito in via dell'Amba Aradam, la strada dedicata alla battaglia del 1936 con la quale il maresciallo Pietro Badoglio ha sconfitto le forze etiopi del ras Mulugeta Yeggazu durante la guerra d'Etiopia, mitragliando poi i villaggi con gli aeroplani dai quali ha fatto sganciare bombe all'iprite. "Esigiamo - hanno ribadito - che non sia dedicata alla battaglia dell'Amba Aradam, ma ricordi al contrario le vittime del razzismo, come George e Bilal".

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