Venerdì, 07 Agosto, 2020

Passaporti sanitari, per il ministro Boccia "sono incostituzionali"

CORONAVIRUS. BOCCIA LE REGIONI NON POSSONO OSTACOLARE LIBERA CIRCOLAZIONE CORONAVIRUS. BOCCIA LE REGIONI NON POSSONO OSTACOLARE LIBERA CIRCOLAZIONE
Evangelisti Maggiorino | 29 Mag, 2020, 22:07

"Fontana m.", si legge su uno striscione che contesta il presidente della Regione Lombardia (sotto scorta da due giorni), steso da un gruppo di manifestanti in piazza della Libertà, centro di Bergamo, fuori dal palazzo della Procura della Repubblica.

Il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia ha invitato i presidenti delle Regioni a rileggersi l'articolo 120 della Costituzione. E parla di una "evidente strumentalizzazione politica delle opposizioni che hanno messo sul campo una cosa mai esistita".

Per Boccia: "Cosa diversa è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione". Era tutto alla luce del sole" insiste Boccia, che aggiunge: "Ho sentito parlare di fughe in avanti. E lui stesso, l'assessore, ha specificato di aver verificato, tempo dopo, che anche la Regione avrebbe potuto procedere alla chiusura di sua iniziativa. "E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono". Il ministro invita a usare buonsenso.

Francesco Boccia si scaglia contro la proposta sarda di un certificato di negatività. "È evidente che c'è stato un impatto differenziato del virus sia dal punto di vista sia sanitario che economico".

E inoltre "il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali". Il sistema di monitoraggio funziona bene, è stato condiviso con tutte le Regioni, ogni settimana ci dà il termometro della pandemia, non è un giudizio, una pagella, non ci sono dei voti, è il tentativo di accendere luci se c'è un piccolo focolaio e se la resilienza della sanità non è piena. Però nessuno può uscirne come un untore. "Io penso che debbano avere autonomia".

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