Lunedi, 03 Agosto, 2020

Covid-19: polmoni a rischio anche dopo guarigione?

Covid-19: polmoni a rischio anche dopo guarigione? Covid-19: polmoni a rischio anche dopo guarigione?
Machelli Zaccheo | 28 Mag, 2020, 16:38

Attraverso le pagine di Repubblica lo stesso Richeldi, ha messo in evidenza come per il 30% dei pazienti guariti dal covid-19 potrebbero esserci complicazioni respiratorie.

Secondo gli esperti infatti gli esiti fibrotici, ovvero la cicatrice lasciata sul polmone da Covid-19, può comportare un danno respiratorio irreversibile e costituire una nuova patologia di domani e "una nuova emergenza sanitaria", avverte Luca Richeldi, pneumologo e membro del Comitato tecnico-scientifico.

Gli scienziati evidenziano anche l'esigenza di prevedere una riabilitazione motoria e respiratoria, necessaria per i pazienti che hanno trascorso un tempo più lungo in terapia intensiva, per evitare una possibile evoluzione in fibrosi polmonare.

A prevederlo sono gli esperti della Società Italiana di Pneumologia (SIP), riuniti in un convegno via streaming assieme ai colleghi di StemNet - la Federazione delle Associazioni di Ricerca sulle Cellule Staminali - e del Gruppo Italiano Staminali Mesenchimali (GISM).

Il 30% delle persone guarite dopo aver contratto il Coronavirus avrà problemi respiratori cronici: i polmoni sono a rischio per almeno 6 mesi dopo la guarigione. "Già attivo a Pavia dal 27 aprile scorso il primo ambulatorio post-Covid che traccia la strada per lo specifico follow-up dei pazienti". Dopo la polmonite da Covid-19 potrebbero perciò essere frequenti alterazioni permanenti della funzione respiratoria, ma soprattutto segni diffusi di fibrosi polmonare: il tessuto respiratorio colpito dall'infezione perde le proprie caratteristiche e la propria struttura normale, diventando rigido e poco funzionale, comportando sintomi cronici e necessità, in alcuni pazienti, di ossigenoterapia domiciliare.

Secondo questo preoccupante scenario dunque la fibrosi polmonare è uno strascico che potrebbe protrarsi a lungo.

Problemi che si sono verificati anche in pazienti giovani "con un'incidenza variabile dal 30 fino al 75% dei casi valutati" interviene Angelo Corsico, direttore della Pneumologia del Policlinico San Matteo e professore di Pneumologia all'Università di Pavia. I pazienti più gravi reduci dal Covid-19 sono spesso debilitati, hanno difficoltà nei movimenti, faticano a respirare e devono imparare di nuovo queste abilità.

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